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mercoledì 21 novembre 2012

La Chiesa d'Inghilterra dice "no" alle donne-vescovo? MAGARI!

L'arcivescovo di Canterbury uscente, Rowan Williams, alla notizia del voto negativo
Quanta superficialità e faciloneria in certi titoli di giornali italiani quando si parla di Chiesa (e chiese), a volte con evidente ironia. Oggi ne fanno le spese gli anglicani: il Sinodo della Chiesa d'Inghilterra, la chiesa madre dell'anglicanesimo, ha votato contro la proposta di legislazione che deve permettere e regolare le future ordinazioni episcopali femminili. Tutto qui (come dice chiaramente l'incipit del comunicato stampa ufficiale). Si tratta piuttosto di postposizione che di rifiuto, o meglio era questione di "legittimità" delle consacrazioni femminile, non di "validità" (già - ahimè - assodata). Magari avessero, come dicono alcuni articolisti, votato contro l'ordinazione episcopale delle donne! Questa innovazione, dal punto di vista teologico, l'hanno già ammessa anni or sono, e già varie province della comunione anglicana ordinano allegramente le signore-vescove. Tra qualche anno, speriamo non prima del 2015 visti i tempi ecclesiali da dinosauri (questo è uguale in tutte le chiese...), verrà ripresentata la legislazione un po' emendata e via con l'imposizione delle mani.... Su questo nessuno ha dubbi, né i favorevoli né i contrari.
Il problema in Inghilterra è sorto dal fatto che si vuole "proteggere" la coscienza di quanti non si sento in grado di accettare la novità rivoluzionaria già ammessa dalla maggioranza. Sono anni che si trascinano da un Sinodo all'altro le discussione sul "Code of Practice", una specie di codice di comportamento a cui dovrebbero attenersi le diocesi in cui è a capo una vescovessa. Chi non accetta (badiamo bene: su basi teologiche!!) il sacerdozio e l'episcopato femminile, deve essere in qualche modo "protetto" da un potere a cui non può e non vuole sottostare: finché le donne sono preti (ma non nella mia parrocchia) è possibile tollerarle, ma quando diventano vescove, è necessario ubbidire (leggi qui le FAQ in proposito). Sul modo di organizzare l'esercizio del potere episcopale femminile da parte di chi non lo vuole non c'è stata intesa.
Qui, per chi legge l'inglese, è possibile trovare tutta la bozza della legislazione che ieri, con grandissima sorpresa, è stata bocciata. Questa è infatti la notizia: tutti si aspettavano, stavolta, di brindare alle mitrie muliebri, ed erano già col bicchiere in mano, pronti a chiedere l'assenso al Parlamento e poi alla Regina (figuriamoci che serietà: anche le questioni interne della chiesa - essendo chiesa di stato - devono passare per il Parlamento!). E invece è successo quello che ben pochi prevedevano. Dobbiamo capire come è composto e come funziona il Sinodo inglese. Ci sono tre "camere" (Houses): la camera dei vescovi, la camera del clero (basso clero = preti e diaconi) e la camera dei laici. Ognuno di questi tre corpi deve votare le leggi più importanti a maggioranza qualificata. Ora: i vescovi hanno votato a maggioranza bulgara, 44 contro 3 a favore della legislazione proposta, i ministri di rango inferiore hanno raggiunto il 76,6% a sostegno (148 contro 45). Ma la retrograda "casa dei laici" per soli 6 voti non ha raggiunto la maggioranza dei due terzi (132 a favore, 74 contrari). Se avessero votato tutti insieme, invece, i "sì" avrebbero raggiunto il 72%, ben oltre la soglia richiesta, ma siccome per regolamento sinodale ogni corpo vota separatamente, ecco che il parere dei laici surclassa e ferma il consenso quasi unanime dei vescovi e l'enorme maggioranza del clero.
Questa per me è la vera notizia: la democrazia nella chiesa, comunque la si voglia vedere, non funziona. Anche se in questa occasione dobbiamo rallegrarci che i laici facciano ragionare i prelati, rallentando le loro affrettate decisioni (comunque, vista la nullità degli ordini anglicani, sono tutti laici quelli che paiono vescovi e preti...).
Pare che adesso i dirigenti del Sinodo abbiamo una certa difficoltà a spiegare come sia possibile che, nonostante teologicamente l'ordinazione episcopale femminile sia stata approvata da parecchio, e la maggioranza ultra-assoluta dei membri del Sinodo dia luce verde ad iniziare le consacrazioni, in realtà non si è riusciti a far passare la legge che dovrebbe regolare questa novità che tutti, oramai, davano per scontata.
Era, infatti, in vista del voto di ieri - vi ricordo - che moltissimi preti, vescovi e laici anglicani avevano lasciato negli anni scorsi la loro chiesa d'origine per aderire all'Ordinariato per anglo-cattolici stabilito da Papa Benedetto per quanti volessero "tornare a Roma".
Una cosa è sicura: la serietà della Chiesa d'Inghilterra che vota contro il parere dei suoi vescovi e dei suoi stessi primati (anche il nuovo arcivescovo era a favore e si è trovato silurato prima ancora di prendere il governo), è veramente compromessa. 

Da quello che ho letto sul sito della BBC pare che qualcuno, non per scherzo, abbia proposto misure pastorali d'emergenza a sostegno di quante, soprattutto tra il clero femminile, si sono sentite "distrutte" e amareggiate dal voto negativo di ieri, che impedisce loro un rapido e ben dovuto accesso ai gradi alti della gerarchia ecclesiastica britannica! 
Una felice vescovessa, ma della chiesa australiana, presiede la liturgia.

1 commento:

Moira Salvadori ha detto...

Come donna provo un profondo disagio nel vedere la foto che ha postato. Sarà che sono felicissima di essere donna, moglie, madre, di collaborare con Dio nel dare la vita, custodirla, nutrirla, da non avere bisogno di giocare ad essere qualcos'altro.

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