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mercoledì 5 dicembre 2012

Il National (ex)Catholic Reporter sfida sfacciatamente la Chiesa Cattolica, e firma - speriamo - la propria fine.


E' apparso due giorni fa, sul giornale statunitense NCR che insiste a chiamarsi cattolico, ma non lo è da anni e anni, un editoriale (leggi qua in inglese) a nome di tutta la redazione (nessuno se ne è preso la responsabilità singolarmente?) che si pone apertamente e senza indugi contro il Magistero della Chiesa Cattolica. Non solo "contro il Papa", come qualche commentatore sottolinea, ma prima di tutto contro l'intero episcopato degli USA, poi contro la Tradizione unanime della Chiesa Cattolica, infine contro i chiari documenti del Beato Giovanni Paolo II.... E potrei continuare. Basta leggere per capire che di attacco totale si tratta. Un attacco, dobbiamo sperare, in stile kamikaze.
Il punto controverso è - tanto per cambiare - l'ordinazione sacerdotale delle donne. In maniera disgustosa e provocatoria il National Catholic Reporter afferma nel titolo: "L'ordinazione delle donne correggerebbe un'ingiustizia". E prosegue:
"La chiamata al sacerdozio è un dono che viene da Dio. Ha le sue radici nel battesimo ed è richiesto e confermato dalla comunità quando tale dono risulta autentico ed evidente in una persona come carisma. Le donne cattoliche che hanno scoperto una chiamata al sacerdozio e hanno avuto tale chiamata confermata dalla comunità dovrebbero essere ordinate nella Chiesa Cattolica Romana. Vietare alle donne l'ordinazione presbiterale è un'ingiustizia e non si può tollerare che rimanga in piedi".
Un vocabolario scioccante, pieno di rivendicazioni sindacali che non tengono minimamente conto della realtà teologica del ministero come descritto, non dico dal Catechismo della Chiesa Cattolica, che per i signori del Reporter è abominio, ma dai documenti del Concilio Vaticano II, se ancora credono almeno in esso!

Il giornale si schiera poi anima e corpo in difesa dell'eretico Roy Bourgeois, dimesso dallo stato clericale ed espulso dalla sua congregazione religiosa per aver partecipato attivamente ad una invalida e sacrilega ordinazione femminile, ultima goccia di interminabili campagne condotte dall'ex prete per imporre il suo pensiero femminista, progressista, abortista, liberista, libertario: una specie di Pannella in clergyman (che non portava, ovviamente).

Con puntiglio degno di protestanti arrabbiati, i redattori del pezzo su NCR riportano il parere del 1976 della Pontificia Commissione Biblica, per la quale nel Nuovo Testamento da solo non c'era una risposta definitiva e chiara per dirimere una volta per tutte la questione dell'ordinazione femminile. Da quell'ambiguo parere scientifico, NCR, senza tener conto della Parola di Dio trasmessa dalla Tradizione (rileggano Dei Verbum!) salta alle conclusione che allora si deve ordinare la donna! Il magistero seguente, anche questo puntigliosamente elencato, viene presentato come infedele alla Bibbia e coercitivo contro le cristiane che "sentono" la chiamata. Argomentazioni incredibili, presentate con una superficialità allucinante.

Addirittura critica la Santa Sede perché - dopo il responso dell'Ordinatio Sacerdotalis (1984), il quale stabiliva appartenere al deposito della fede che l'ordinazione sacerdotale è da riservare solo agli uomini -  sceglierebbe i candidati all'episcopato solo tra gli allineati a questa posizione. E voglio vedere che la Santa Sede non debba scegliere uomini ortodossi per affidar loro l'episcopato! Ma come ragionano al NCR? Con le quote di vescovi a seconda delle tendenze politiche? Ma di che Chiesa stanno cianciando?

Con un linguaggio volgare si parla addirittura di "vittime" del documento Ordinatio Sacerdotalis: sarebbero i docenti di teologia che si sono visti ritirare il mandato canonico di insegnare nelle facoltà cattoliche per la loro disobbedienza  all'insegnamento del Magistero (ma se proprio non riescono ad aderirvi almeno potrebbero sforzarsi di non insegnare a disprezzarlo...)

La conclusione del "proclama" (altro che editoriale) è questa che vi traduco:
Il nostro messaggio è che noi crediamo che il sensus fidelium è tale per cui l'esclusione delle donne dal sacerdozio non ha un forte fondamento nella Scrittura o nessun altro ragionevole motivo cogente; perciò le donne dovrebbero essere ordinate. Abbiamo sentito fedeli assentire a questo durante innumerevoli conversazioni nelle sale parrocchiali, sale per conferenze e raduni familiari. Ciò è stato oggetto di studio e di preghiera individuale e in gruppo. La coraggiosa testimonianza della Conferenza per l'Ordinazione delle donne, per esempio, ci dà la sicurezza che i fedeli sono arrivati a questa conclusione dopo una ponderazione fatta di preghiera e studio -- sì, perfino studio della Ordinatio Sacerdotalis.
NCR unisce la sua voce con Roy Bourgeois e fa appello alla Chiesa cattolica perché corregga questo ingiusto insegnamento.
Ma pensa! Le sale parrocchiali e i raduni familiari, luoghi notoriamente deputati alla formulazione dei dogmi nella Chiesa Cattolica, hanno trovato certezza irrefragabile che il Papa e i vescovi in comunione con lui, parecchie migliaia, stanno propalando un insegnamento ingiusto e sbagliato. E il buon giornale NCR che supporta questo supposto (e distorto) sensus fidelium (che come ricorda il concilio comprende tutti i fedeli, dai vescovi agli ultimi fedeli laici... ma tutti se lo dimenticano), si unisce alla lotta. 

Speriamo che finalmente, dopo quest'ultimo colpo, qualcuno in alto faccia qualcosa per fermare la deriva del NC. 
Con il sensus fidelium che è dato in maniera esclusiva ai blogger, propongo alla gerarchia:
1) Impedire l'uso di Catholic al National Reporter, appellativo che non si merita proprio e trae in inganno i fedeli.
2) Sanzionare in qualche modo, pena la scomunica per eresia se non ritrattano, i sottoscrittori del proclama in forma di editoriale.
3) Disdire e far disdire tutti gli abbonamenti che si può, per mostrare nei fatti che il popolo che sostiene economicamente un giornale cattolico pretende che i contenuti aiutino a conoscere la fede cattolica, e le opinioni dei dissidenti, giustamente esposte, non siano sostenute con partigianeria come fossero verità rivelate!

Piovono già le risposte che seppelliscono con ironiche mazzate argomentative gli schiamazzi protestanti del NCR. Leggete, per es., questo bel pezzo su First Things di Elizabeth Scalia. Tra le altre cose si veda questa lettera del lontano 1968 (!!) dove il vescovo di Kansas City già minacciava il giornale sedicente cattolico per le sue posizioni inaccettabili. Quando si dice lunga fedeltà alla propria linea editoriale!

PS: E poi qualcuno si chiede perché famosi blogger cattolici americani, come padre Zulhdorf, da anni chiamino il National Catholic Reporter con il nomignolo ironico di National Catholic Fishwrap, cioè buono solo per incartare il pesce?

1 commento:

Anonimo ha detto...

Se questa è una rivista "cattolica", a che cosa servono più le riviste anticlericali o atee? Qualcuno lo sa?

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