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giovedì 13 dicembre 2012

Il Papa svillaneggiato su Twitter: mi ricorda tanto un certo Gesù di Nazareth e i suoi messaggi

Pietro, sorpreso mentre scappava da Twitter, incontrò Gesù con la croce,
e gli chiese: "Domine, quo vadis?", "Signore, dove stai andando?"
e Gesù rispose: "Vado su Twitter, per essere di nuovo crocifisso".
Oggi ho letto alcuni post indignati per le cattiverie o scurrilità che vengono inviate come risposte ai tweet papali. Effettivamente non è un gran bel vedere. Però non ritengo questo l'indicatore che la cosa non vada bene o sia un disastro, come sembra a qualche blogger di un certo peso. Anzi! Su questo sono piuttosto d'accordo con padre Antonio Spadaro della Civiltà Cattolica (sono spesso d'accordo con il padre, forse perché veniamo dalla stessa scuola di Comunicazione, dagli stessi docenti... e dalla stessa classe?). Leggete qui le sue risposte alle prime argomentazioni contro l'esposizione mediatica del Papa via Twitter.

Non resisto dal cinguettare qui una citazione evangelica, che forse darà un po' fastidio a chi scuote la testa per le parolacce indirizzate @Pontifex. Una citazione che smonta la difesa ad oltranza del Santo Padre svillaneggiato, e lo è davvero, non lo nego! Diceva Gesù, se vi ricordate, in cima alla montagna delle Beatitudini: "Beati voi quando vi insulteranno,... diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate...". (Mt 5,11-12, vedi anche Lc 6,22 non troppo dissimile).

Proviamo oggi ad essere evangelici, e vivere con il Papa questa beatitudine. E' dura, lo so (e lo sapeva anche Gesù), ma il Figlio di Dio ha continuato a esporre in pubblico il suo messaggio, sulle piazze, fin sulla croce, dove - come ci ricorda San Pietro, nella sua prima lettera (2,23): "Oltraggiato non rispondeva con oltraggi e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia". E sempre il primo Papa scriveva - cosa valida anche per i suoi successori - "Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi" (1Pt 4,14). Ma capite? Se viene insultato per il nome di Cristo è buon segno: lo Spirito di Dio riposa su di lui! Cose da pazzi!

E' l'indifferenza che sarebbe un problema davvero grande: ma il milione di followers del Papa ci dice che l'indifferenza, almeno quella, non c'è proprio.

Che i demoni e i loro aiutanti si scatenino contro ogni iniziativa autenticamente evangelica non è una novità: però tanti di questi birbanti si sono pur iscritti e sono curiosi di sapere cosa twitta il Papa, molti di più sono raggiunti dai retweet.... Chissà che non facciano la fine di Longino sotto la croce: ha perforato con cattiveria il costato di Gesù, e si è ritrovato guarito dalla sua cecità ad un occhio, oltre che convertito al messaggio di Cristo (non c'è nel Vangelo, ma è una storia bella lo stesso!). Spesso funziona così il Vangelo: quando tutto sembra umanamente andare male, si salva un'anima: è vero che il cattivo ladrone bestemmiava contro il povero Gesù crocifisso, ma questa è stata la miccia che ha acceso il coraggio del Buon Ladrone: e costui, con un tweet privato @Jesus, si è rubato il primo posto in Paradiso! (questa c'è nel Vangelo: Luca 23,39-43).

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Padre, quello che scrive è vero e molto bello, ma sappiamo bene che nel vangelo ognuno può trovare versetti che giustifichino le sue posizioni.
Oltre a quello da lei citato, ne esiste qualcun altro del tipo: "Non date le perle ai porci". "Non date le cose sante ai cani".
Questo gratuito mettersi alla berlina, non potrebbe rientrare anche in questi casi? In fondo, la parola del Papa ha un'eco immediata da quando si affaccia alla finestra a quando proclama un'omelia o a quando emana un documento. C'era proprio bisogno di twitter?
La mia non è polemica, mi creda, solo sono perplesso. Cerco di capire se questa mossa era davvero così necessaria all'annuncio del vangelo.
Tutt'al più, in 140 caratteri, il Papa può mettere in pratica solo un altro versetto del vangelo: sia il vostro parlare "si, si" "no, no".

fr. A.R. ha detto...

Vede, caro fratello, qui non si tratta di un versetto biblico, ma della logica evangelica. I versetti in questo caso si moltiplicano. Il problema è: la Parola di Dio puó rimanere sulla piazza, dove passa la gente, come faceva san Paolo, o deve rimanere nelle sacrestie? Se gli apostoli avessero avuto paura non sarebbero andati al Tempio a predicare e non sarebbero stati bastonati per le loro parole.... eppure erano contenti. Orsù: rileggiamo gli Atti degli Apostoli e imitiamo quegli atti!

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Padre, Gesù parlava ai Farisei, agli Scribi. Si rivolgeva ai sapienti e ai sacerdoti. Erano essi seguiti da buona parte del popolo a versare fango su di Lui. Non andava a parlare ai ragazzini, agli adolescenti amanti del cazzeggio, ai bulletti ventenni decerebrati!

fr. A.R. ha detto...

Francesco, io lo so che vuoi bene al Papa, e anche a me dispiace che lo trattino così. Però so anche quanto "fastidio" dà la sua presenza pubblica così seguita a certe potenze (che tu ben conosci...) che desiderano mostrare la Chiesa come una sparuta minoranza, senza seguito (senza followers?), che fa le su cose, ma deve sparire dalla pubblica piazza, con i suoi messaggi.
Hai presente la storia di Ignazio di Antiochia, che deve implorare i cristiani di Roma perché non lo sottraggano al suo ministero di Testimonianza? Dice così il santo nella sua lettera ai Romani: "a tutti annunzio che morrò volentieri per Dio, se voi non me lo impedirete. Vi scongiuro, non dimostratemi una benevolenza inopportuna. Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi sia dato di raggiungere Dio. Sono frumento di Dio e sarò macinato dai denti delle fiere per divenire pane puro di Cristo"!
Il Papa non può ritirarsi dall'agone. Ma noi sappiamo che contro la salda roccia di Pietro "non prevalebunt". Anche se fanno tanto rumore: lo strepito del demonio!

guglielmo ha detto...

Ho letto le ultime domande al Papa, dire che sono scandalose è dire poco. Questa situazione ha però il pregio di mostrare per l'ennesima volta la situazione drammatica in cui si trovano le anime di molti giovani; via via che leggevo infatti sono passato dall'indignazione per come è trattato pubblicamente il Vicario di Cristo, alla pena per queste povere anime. Questa esperienza su twitter, che mi ha lasciato perplesso fin da quando è stata annunciata, sarà secondo me molto più fruttuosa se accompagnata dalla preghiera per questi poveri giovani, Cristo stesso secondo alcune esperienze mistiche offriva al Padre gli scherni ricevuti per la salvezza delle anime.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Padre,

questo non è lo strepito del demonio. E' lo strepito dell'imbecillità. Non lo accusano laicisti, massoni, eretici: gli scrivono cretinate dei ragazzini privi di rispetto. Qui la norma base è che tutto ciò che viene piegato all'oclocrazia estrema (il web ne è la sede) è per ciò stesso privato della sua "aura" di rispettabilità. Si offende un anziano, si offende un uomo di cultura, si offende il Vicario di Cristo. Ma sta gente non sa neanche chi sia il Papa!

E' questo l'assurdo! Non confondiamo la crocifissione di Cristo con questa gogna cui è esposto il Papa. Perché le premesse sono diametralmente opposte. In questo caso specifico il Papa è vittima del divertentismo canzonatorio tipico della gente che anima i social networks. E ciò non perché sia il Vicario di Cristo, ma semplicemente perché è un "grande" che si abbassa nel porcile mediatico. D'altro canto è un "grande" ma non è "potente" come Obama. Sul profilo di Obama nessuno scrive queste zozzerie. Perché forse gli esperti mediatici del Presitende sono meno idioti dei ventriloqui del Santo Padre.

fr. A.R. ha detto...

Bhe, la signorina Claire Diaz-Ortiz (@Clare), guru del Twitter papale, non è una sprovveduta, ma forse non si immaginava il livore e la porcelleria del giovanilismo mediatico. Su questo qualche necessaria aggiustatina si deve fare. Ma le domande anche sfacciate, certe cose urlate, è bene che il Papa (e chi ne cura la comunicazione) le senta, per non illudersi o crogiolarsi negli applausi dell'Aula Nervi o della Piazza san Pietro. Queste sono le anime da salvare, questi sono i giovani con i quali ogni viceparroco ha a che fare. Il Papa cerca, come può, di tendere la mano, lo fa con tutti. Spesso prende morsi, ma lui non demorde. Tedesco cocciuto.

Francesco Colafemmina ha detto...

Padre, ma il Papa come fa a sentirle se non sarà lui a twittare?

Ben ha detto...

Noi cattolici abbiamo un bersaglio, ben visibile, posto in alto, a braccia aperte. "Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono..." (Gv, 8,28)
E il suo Vicario condivide la stessa sorte.
Invece "loro" (che però possono essere i nostri fratelli di domani, e noi, se non persevereremo, al posto loro...) sono una massa anonima, e (chissà) disperata. Chi è cinico può irridere tutto e tutti, ma si condanna a privarsi della letizia cristiana. Anche la Samaritana al pozzo voleva prendere in giro Gesù, all'inizio.
Grazie Fr. A.R. (e, comunque, un milione di follower non sono pochi!)

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