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sabato 22 marzo 2014

La Bibbia di nuovo sul piccolo schermo, tra letteralismo e licenze televisive

Da domani sera, su Rete 4, (vedi qui la notizia) va in onda il primo episodio dei 10 programmati dell'ennesima "Bibbia", un docudramma prodotto stavolta da History Channel (già diffuso negli USA l'anno scorso). Verranno mostrati i principali episodi narrati dal Libro dei Libri, sia dell'antico che del nuovo Testamento. Vengono affrontati anche testi solitamente non trasposti sullo schermo, come per es. quelli che si riferiscono all'Esilio di Babilonia (Daniele, Isaia....). Il merito è comunque, se non altro, quello di stuzzicare i credenti a riaprire la loro Bibbia (o almeno il vangelo tascabile che Papa Francesco consiglia di portarsi dietro...). Il successo di pubblico che questa serie ha incassato negli USA, Canada e Gran Bretagna, successo prevedibile, è prova che il fascino del libro che sta alla base della nostra cultura non è per nulla svanito.
Questo spettacolone, che farà la gioia degli appassionati del genere Kolossal biblici anni '50-60, scontenterà invece la maggior parte dei "Bibliofili" (nel senso di cultori della Bibbia) e pure gli amanti del cinema cosiddetto "spirituale". Non si tratta, infatti, né di film tipo quelli della Lux Vide (approfondisci qui), che cercano di raccontare in immagini la Bibbia senza scadere troppo nel miracolismo cinematigrafico e con un occhio attento all'esegesi contemporanea e alla storia. Qui la Bibbia è invece messa in onda con tutti gli effetti speciali possibili e immaginabili, secondo la modalità ormai consueta degli eroi filmici alla Harry Potter o del Signore degli Anelli. Il mito, nella sua grandiosità letteraria, viene trasferito "senza veli" nelle immagini in movimento. Questo tentativo può disturbare parecchi, non lo nego, ma sinceramente a me disturba di più la pretesa "fedeltà", più volte asserita dagli autori (e da History Channel...), che in realtà non può essere così precisa e infatti non lo è: testi e particolari di grande importanza vengono eliminati (e già la selezione è un'intepretazione), altri trasformati (vedi la storia di Abramo, o il Battesimo di Gesù in stile "battista" e i capelli "rasta" di Giovanni il Battezzatore!), altri sopraffatti dalla spettacolarizzazione.... Le "licenze" televisive ci sono, ed è anche evidente - ad un occhio e orecchio cattolico - la fotografia e la regia disegnati apposta per protestanti (in specie evangelical americani) con quel "fondamentalismo" nella trasposizione in immagini che ha molto poco di spirituale (vedi - per contrasto - Genesi: la creazione e il diluvio di Ermanno Olmi)

Per darvi un anteprima e aiutarvi a capire se il docudramma scritturistico fa per voi, ho scovato l'intera prima puntata in inglese, che mostra "gli inizi", "The Beginnings", dalla creazione all'infanzia di Mosé. A questo collegamento potete anche dare un'occhiata al piano degli episodi e scoprire qualcosa di più su questa miniserie.

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