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martedì 6 gennaio 2009

L'inno dei vespri del tempo dell'Epifania

Per il tempo di Natale dopo l'Epifania, la liturgia delle ore ci propone l'inno Hostis Herodes, che rievoca i tre misteri della manifestazione del Signore che si celebrano insieme: la rivelazione alle genti pagane (i Magi); il Battesimo del Signore e la santificazione delle Acque; la manifestazione divina alle nozze di Cana (rivelazione di Gesù ai suoi discepoli: "credettero in lui").
La musica di quest'inno è la stessa di A solis ortus, cioè l'inno di Natale. C'è dunque continuità nel tema melodico che parla di continuità del tempo celebrativo (vedi la stessa metodologia negli inni d'Avvento della prima parte del tempo e della novena di Natale).

Il video riporta un assaggio di questo inno:
E ora il testo in latino con la traduzione (non letteralissima, ma comunque ottima) presente nel breviario:

Hostis Heródes ímpie,
Christum veníre quid times?
Non éripit mortália
qui regna dat cæléstia.

Ibant magi, qua vénerant
stellam sequéntes præviam,
lumen requírunt lúmine,
Deum faténtur múnere.

Lavácra puri gúrgitis
cæléstis Agnus áttigit;
peccáta quæ non détulit
nos abluéndo sústulit.

Novum genus poténtiæ:
aquæ rubéscunt hýdriæ,
vinúmque iussa fúndere
mutávit unda oríginem.

Iesu, tibi sit glória,
qui te revélas géntibus,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sæcula. Amen.



Perché temi, Erode,
il Signore che viene?
Non toglie i regni umani,
chi dà il regno dei cieli.

I Magi vanno a Betlem
e la stella li guida:
nella sua luce amica
cercan la vera luce.

Il Figlio dell'Altissimo
s'immerge nel Giordano,
l'Agnello senza macchia
lava le nostre colpe.

Nuovo prodigio, a Cana:
versan vino le anfore,
si arrossano le acque,
mutando la natura.

A te sia gloria, o Cristo,
che ti sveli alle genti,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

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