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martedì 3 marzo 2009

Le denunce e i rimedi: l'altro mezzo articolo sulla conferenza di Mons. O'Donoghue

Il blog messainlatino.it ci ha riportati una parte dell'articolo del Catholic Herald uscito il 6 febbraio 2009 a firma di Mark Greaves che relaziona sulla conferenza del battagliero vescovo inglese di Lancaster, Patrick O'Donoghue, sulla resistenza da opporre a chi non vuole riconoscere il vero dettato del Concilio Vaticano II, e continua a inseguire "lo spirito" di questo concilio (spirito che da oltre 40 anni "infesta" la chiesa, senza che la lettera del concilio riesca ad esorcizzarlo).
Vi riporto in veloce traduzione l'altra metà dell'interessantissimo resoconto giornalistico, non tradotto dal post degli amici di messainlatino. Mi pare bene completare il lavoro. In questa parte il Vescovo, oltre alla denuncia dà ottimi consigli ai cattolici (inglesi e non) per mettere in atto una serie di utili "sacrifici" per amore della Chiesa.

Non volendo sottrarre a messainlatino i giusti click per aver trovato l'articolo per primi, vi rimando per la prima parte al blog menzionato-- Poi tornate qui.

Il rimedio, ha affermano mons. O'Donoghue, sarebbe per il cattolici la riscoperta della nozione di sacrificio. E ha elencato poi parecchi sacrifici che i Cattolici dovrebbero compiere.

Il primo sarebbe quello di abbracciare le tradizioni della Chiesa. Questo è da fare attraverso la riscoperta della preghiera liturgica, la pratica delle devozioni quali il rosario, la Via Crucis, la benedizione eucaristica, l’andare a confessarsi con regolarità, e conoscendo le costituzioni del Concilio Vaticano II da capo a fondo.

Un altro sacrificio, ha detto il vescovo, sarebbe l’obbedienza all’insegnamento della Chiesa. “Sacrificate la vostra presupposizione automatica che le vostre idee sulla dottrina e la morale devono essere giuste, e che la riflessione ecclesiale di 2000 anni sulla rivelazione d Dio deve essere sbagliata”.

Il monsignore ha inoltre invitato i cattolici a prendere più seriamente l’aspetto soprannaturale della fede, per fronteggiare il “moderno imbarazzo” che vi è intorno ad esso. “Fate ritiri spirituali, andate in pellegrinaggio ai luoghi santi in questo paese e in giro per il mondo, e inizierete piano paino a risintonizzarvi con questa dimensione della realtà”.

Ha poi affermato che si dovrebbe rifiutare la teoria per cui Gesù non conosceva la sua natura divina e che la sua divinità è una “santa favola” create dai cristiani della seconda generazione.

Verso la conclusione, ha poi detto che i Cattolici dovrebbero leggere la Bibbia, il Catechismo, i Padri della Chiesa, e la Summa di San Tommaso d’Aquino

Mons. O'Donoghue ha chiarito, alla fine del suo discorso, che questi sacrifice non significano che la Chiesa si sta separando dal mondo. Aveva già parlato in precedenza della sua “grande gioia” che la Chiesa dopo il Vaticano II “si è lasciata dietro le spalle il ghetto e la mentalità da cittadella assediata, per andare fuori, nel modno, a proclamare il potere liberante del Vangelo di Cristo”.

Il Vescovo, nel concludere il discorso, ha fatto appello ad un nuovo approccio all’evangelizzazione. Citando il Cardinal John Henry Newman e Charles de Foucauld, il fondatore francese dei Piccoli Fratelli di Gesù, ha detto che I cattolici dovrebbero focalizzare i loro sforzi nel mostrare “l’amore incondizionato di Cristo per l’umanità sofferente, attraverso atti concreti di giustizia e pace”.

Ha poi aggiunto: “In particolare dobbiamo agire in solidarietà con i poveri e tutti quelli che sono al margine della società: immigrati, drogati, alcolisti, uomini e donne nell’industria del sesso, quanti soffrono di malattie mentali”.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Giusto per dire, ma personalmente ho sempre fatto ciò che viene consigliato, e conosco abbastanza i documenti conciliari e la dottrina della Chiesa. Per ciò che non sapevo o avevo dubbi mi sono rivolto sempre al sacerdote confessore (francescano). L'ho fatto addirittura quando ho avuto il mio posto di lavoro, infatti prima di accettarlo mi sono recato da Lui per sapere se è compatibile tale lavoro, con l'essere cristiano. Rassicurato positivamente ho accettato il lavoro, che cerco di svolgere nel modo più cristiano possibile.
Eppure mi gira, quando alcuni, per il solo fatto di apprezzare il Novus Ordo, gratuitamente mi taccia di "modernista e progressista" nel senso spregiativo del termine (come a dire: ERETICO).
Odio gli schieramenti, i partiti presi, come apprezzo il dialogare "sull'argomento", che significa rimanere strettamente al tema che si tratta, e all'oggetto stesso del tema, senza badare al "chi", ma badando al "cosa".
Ecco, vorrei che tutti si informino da chi è preposto (sacerdoti) se il loro comportamento e il loro pensiero e comportamento è in linea con i dettami del cattolicesimo, perchè dalle affermazioni di tanti (ci sarebbe da vedere poi i comportamenti) si evince che proprio loro, non sono in linea con i dettami del cattolicesimo.
E' un invito a tutti (me compreso), a vedere se si predica bene (e non voglio contemplare il razzolare) o no!

Mauro ha detto...

"Dilige, et quod vis fac".
"Ama e fa ciò che vuoi".
Questa è una preziosissima perla di Tradizione che non va dimenticata.

No, non c'è libertà vera senza vero amore. Il fare ciò che si vuole, che è il centro della libertà, non può sciogliersi dall'amore, perché la libertà senza amore si spegne, si annulla velocemente, si trasforma in schiavitù.

E quindi, in nome di quale libertà si sceglie di amare più il mondo che Dio? Con quale spirito di libertà si può disprezzare la Chiesa di Dio, e volere che essa cambi il suo insegnamento? Sarebbe libertà di pensiero amare più sé stessi che Dio?

Cioè... lo capisco da chi non ha la fede cristiana, ma coloro che si dicono cristiani, o ancor di più, cattolici? Che ragioni hanno?

E' Dio che ci ha dato la Chiesa così com'è, e le ha ordinato di insegnare quello che insegna. E' così che Dio ha deciso di farsi conoscere, e di rivelare l'uomo all'uomo.

O sennò, quali altri maestri abbiamo?

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