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venerdì 5 giugno 2009

Una chiesa che sembra una chiesa: è a Roma, ma è ortodossa!

Gli amici di Rorate Caeli hanno trovato delle splendide foto della celebrazione di dedicazione (il 24 maggio scorso) della nuova chiesa costruita nel cuore di Roma dal patriarcato Russo ortodosso, per i propri fedeli nella capitale italiana.
In realtà, essendo costruita nel parco dell'Ambasciata moscovita in Italia, questa Chiesa è tecnicamente extraterritoriale. Comuque sia fa un certo effetto vedere una chiesa nuova - e con tratti certamente moderni, eppure realizzata secondo un autentico sviluppo fedele alla tradizione architettonica e pittorica del popolo cristiano da cui sorge.
Una chiesa russa esiste a Roma dal 1930 all'interno di un palazzo vicino alla stazione Termini. Ma per i parrocchiani ortodossi Romani, come dice la signora Anna Rudakova, la chiesa appena consacrata, con i suoi tetti verdi e le cupole dorate è la prima "a sembrare proprio come una chiesa ordodossa Russa deve apparire".
Altro che cemento armato-faccia-a-vista e inesprimibili pasticci colorati al posto delle immagini sacre - dico io -! 
Anche le chiese cattoliche avrebbero, ahimè, ancora dei canoni: ma quanto sono disattesi! Speriamo che un sano ecumenismo aiuti i cattolici romani ad appropriarsi della loro negletta tradizione latina, come gli ortodossi russi, dopo tanto scempio di chiese in patria durante il regime, hanno saputo subito fare una volta ritrovata la libertà.

Ecco le foto: 






Tante altre foto, anche della solenne liturgia di consacrazione, le trovate al sito del Patriarcato Russo di Mosca: http://www.patriarchia.ru/db/text/668207.html

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra..... che il Signore creò il Cielo e la Terra.

Comunque ovunque si celebri l'Eucaristia è "chiesa".

Mi interessa poco "il contenitore" (l'edificio), mi interessa molto "il contenuto" (la Celebrazione Eucaristica).

L'Eucaristia è il vero "edificio" su cui si fonda la nostra fede (che a essere precisi non è "nostra" ma è "un dono di Dio).

Anonimo ha detto...

Ad ogni epoca, il suo linguaggio!
Per questo motivo, il suo parallelo con le (splendide)chiese dell'antica Foligno non è, mi permetta di dire, consono alla comprensione dell'opera.
Lo Spirito va dove vuole, sta scritto da qualche parte. Sta a noi assecondare i suoi moti; seguirne la strada indicata. Non si può minimamente pensare di restare incatenati a qualcosa fatta da generazioni (e conseguentement mentalità) distanti secoli da noi...! Oggi l'architettura (compresa quella sacra) si muove usando mezzi espressivi molto diversi da quelli del passato. Una parete di cemento, illuminata dalla luce di un lucernaio, diventa una storia, diviene la Storia. Il vuoto, simbolo dell'Essenziale. Il minimale, la "sorella povertà" di cui secoli fa parlava San Francesco. Riflettiamo su ciò e forse saremo anche più facilitati nel comprendere la società e il momento storico in cui ci troviamo a vivere e muoverci. Per quanto pieno di contraddizioni sia, pieno di drammi e violenze, alienazioni, Dio ci ha voluto qui e ora. Amiamo e comprendiamo ciò che abbiamo oggi, senza trastullarci nel ricordo di epoche in cui tutto andava sicuramente meglio (chissà quando poi!). Immergiamoci nello spirito del presente ed apprezziamone il Bello, quale espressione del Divino in ogni epoca.

fr. A.R. ha detto...

Il linguaggio del vuoto e dell'astratto comunica il nulla e la mancanza, non è certamente adeguato alla comunicazione della fede cristiana, forse meglio per il buddhismo. Se un architetto non ha nulla da comunicare se non se stesso, il problema c'è eccome. L'afasia religiosa e il vero e proprio ateismo mascherati da minimalismo e essenzialità non hanno posto nella chiesa di nessun tempo, e lo dimostra il rigetto del popolo di Dio per certe costruzioni "sacre" impostegli dalle elite culturali non cristiane di cui, ahimè, parecchi uomini di chiesa sono stati in sudditanza psicologica.
Il bello cristiano è armonia matematica e di forme e insieme pittura figurativa e narrativa, mai astratta espressione dell'interiorità dell'artista, ma raffigurazione del mistero in simboli condivisi. Una parete di cemento parlerà di storia a chi vuole sentirla parlare, ma non sa raccontare la Storia della salvezza che la Bibbia racconta: ieri, oggi e domani.
I mezzi espressivi, per quanto riguarda l'arte sacra, devono essere a servizio del messaggio cristiano e della sensibilità del popolo di Dio, questo è insegnato dalla Chiesa fin dal Concilio Niceno II (anno 787). Anche la Sagrada Familia di Barcellona è arte moderna, ma in mirabile continuità con l'arte sacra di tutti i tempi. Gli scatoloni di cemento non diventano espressione di arte sacra solo perchè vengono adibiti a chiese, sono anzi una delle cause della perdita di sensibilità della fede delle persone semplici.
Ricorda a proposito della "costruzione" liturgica il conc. Vaticano II in Lumen gentium 23 (ma va bene anche per la costruzione architettonica): "Infine non si introducano innovazioni se non quando lo richieda una vera e accertata utilità della Chiesa, e con l'avvertenza che le nuove forme scaturiscano organicamente, in qualche maniera, da quelle già esistenti."
L'unico progresso negli esseri viventi è lo sviluppo organico, il personalismo eccentrico dell'autore o dell'archistar di turno non hanno nessun senso e nessun ruolo, anzi possono solo nuocere, al progresso dell'arte sacra.

Francesco Amato ha detto...

Ho scoperto l'esistenza di questa Chiesa, grazie ad un recente filmato. E' stata una sorpresa meravigliosa e inaspettata: ovunque si parli e si veneri DIO, comunque venga celebrata la messa, l'importante è l'Eucarestia. Il momento più eccelso per tutti noi cristiani.
Auguri vivissimi alla comunità russa, auguri vivissimi a tutti i "fratelli in Cristo".

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