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sabato 24 ottobre 2009

La messa di Requiem di Duruflé: variazioni sul gregoriano

Messa per i defunti o per un funerale, cosa cantare? A volte neanche le corali più attrezzate sanno cosa proporre in questi momenti liturgici spesso particolarmente delicati. La bellezza e delicatezza della Messa gregoriana di Requiem è insuperata e insuperabile. Ma non a tutti sembra adatta l'asciuttezza del canto romano e desidera un po' di polifonia. Possiamo e dobbiamo riscoprire un repertorio nascosto tra le pieghe del tempo a cavallo del Concilio Vaticano II. Il movimento liturgico e musicale preconciliare, quello che in realtà ha dato le idee buone al Concilio (e le stava coltivando da un cinquantennio quando arrivò il Vat. II), aveva prodotto anche spunti ottimi e tragicamente dimenticati subito dopo la più grande vittoria. Ironia della storia: chi aveva promosso il Concilio e ne era stato consacrato vincitore è stato "ucciso" nei tumulti e nelle "rivoluzioni" postconciliari che hanno invece applicato i Beatles alla riforma liturgica.
Nel 1947 Maurice Duruflé, compositore francese e organista a vita di St Etienne-du-Mont a Parigi, scrive la sua opera più famosa: un Requiem, per solisti, coro e orchestra. L'idea è semplice: una riscrittura polifonica del canto gregoriano, come all'inizio della polifonia del '300. Le sonorità sono del XX secolo, ovviamente. Per questo stupisce e piace. Peccato dover sentire questi pezzi in concerto e mai, almeno alcuni, durante una celebrazione vera e propria.
Duruflé è morto nel 1986, ha fatto in tempo a vedere gli sconquassi e l'oblio della musica sacra. Ma c'è chi tenta un recupero e mette i suoi sforzi e i suoi successi in YouTube, il magazzino dei video che tanto bene sta facendo anche alla divulgazione della grande musica.
Eccovi i "Patriot Singers" la "University Chorale" dell'Università del Texas uniti nell'interpretazione di questo Requiem.



1 commento:

Anonimo ha detto...

Il Requiem di Duruflè non è solo una riscrittura del gregoriano. Tra le altre cose è un'opera d'arte e si annovera tra i grandi Requiem della Musica insieme a quelli di Mozart, Verdi ecc. E' curioso che ci si accorga solo ora e così per caso della sua esistenza, tra noi musicisti si sa dal tempo in cui è stato scritto. In effetti sarebbe bene che si tornasse ad eseguirlo insieme alle altre opere citate sopra e non solo. Il problema, come al solito, è trovare delle maestranze all'altezza del compito nelle chiese italiane. Poi però non bisogna fossilizzarsi qui o solo sul gregoriano. Si può fare dell'ottima Musica in tanti altri modi, l'Arte della Composizione e dell'Esecuzione musicale si studia e si pratica ancora professionalmente e a livello artistico. Il problema è sempre lo stesso: restituire questo compito agli addetti ai lavori, artisti preparati tecnicamente (nella formazione musicale di livello artistico-professionale) e rispettati professionalmente come si fa in Austria, Germania, Francia, Inhilterra e Stati Uniti.

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