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lunedì 2 novembre 2009

Camposanti virtuali. Una riflessione



Con il diffondersi della pratica non cristiana della cremazione dei defunti, va sbiadendo pian piano la cura dei cimiteri e dell'ultima dimora dei cari estinti. A volte, sempre più spesso, si assiste all'orrida pratica anticristiana dello spargimento delle ceneri dei morti, per un non ben chiaro "ritorno alla natura".
Parallelamente alla poca cura reale per i cimiteri in "carne e ossa", almeno nei grandi centri sovraffollati, spuntano in rete i "cimiteri virtuali". Qualcuno è gratuito, molti sono a pagamento: il businness del defunto è sempre florido e pieno d'idee.
Oggi, giorno della commemorazione dei defunti, vi propongo di visitare alcuni di questi luoghi funerari online:

Cimitero virtuale italiano: http://www.sonosepoltoqui.com 
e qui il social-network per i morti (?!): http://funeras.it/

Cimitero tedesco: http://www.emorial.de/


Cimitero americano: http://www.cemetery.org/

Cimitero di lingua spagnola: http://www.ensumemoria.com/  molto commerciale

Nei commenti potete dire cosa ne pensate.

2 commenti:

Emanuele ha detto...

Credo che se lo scopo è quello di ricordare i propri cari defunti ANCHE in qualche angolo della rete simili iniziative non siano da disapprovare. Ma se si creano delle tombe virtuali con il fine di disertare le visite a la cura quelle di pietra, allora c'è qualcosa che non va.

Colgo l'occasione per segnalare che a questo link potete trovare il bellissimo canto Dies Irae:

http://www.youtube.com/watch?v=-fMHms5Cvsw&feature=player_detailpage

Cristiano ha detto...

Di fronte a situazioni simili rimango abbastanza perplesso. La realtà virtuale, infatti, non è una sorta di "secondo mondo" (come si ricorda nel nome stesso: Second Life, ad esempio), ma un mondo puramente virtuale, che non ha agganci con la realtà. Se il suo utilizzo è limitato e consapevole non è certo un male, ma oramai essa è diventata un fenomeno talmente invadente e in crescita da presentarsi come un surrogato della vita reale. Per i cristiani questo non è accettabile, perché il cristianesimo, nonostante alcuni pensino il contrario, è una religione molto "concreta", con solidissimi agganci con la realtà sensibile che ci circonda.

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