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martedì 3 novembre 2009

La celebrazione cattolica secondo l'uso anglicano

New Liturgical Movement mi ha fatto scoprire il video (che riporto sotto) girato con cura e professionalità dalla parrocchia statunitense di Nostra Signora della Riconciliazione (Our Lady of the Atonement), ovvero la comunità parrocchiale "di punta" del cosiddetto "Anglican Use", cioè quel particolare rito degli ex anglicani già tornati in comunione con la sede di Roma. Vogliamo iniziare a conoscere meglio questi anglicani che sono già in comunione con noi e rappresentano la "testa di ponte" di quei moltissimi in procinto di aderire all'imminente Costituzione Apostolica in via di pubblicazione. Negli anni '80 il buon Papa Giovanni Paolo II, a seguito dell'ammissione delle donne al ministero ordinato, aveva già risposto favorevolmente ad alcune comunità anglicane che volevano tornare corporativamente in comunione con la Chiesa Cattolica. Per loro istituì negli Stati Uniti la Pastoral Provision a lui intitolata: non quindi degli Ordinariati come generosamente offre oggi Papa Benedetto, ma una semplice "tutela" all'interno delle normali diocesi americane. Queste comunità adoperano un particolare libro liturgico per le loro celebrazioni, un libro che discende in parte anche dall'anglicanissimo Book of Common Prayer. Rivisto e adattato, il rito cattolico dell'anglican use è oggi contenuto nel Book of Divine Worship (Libro del Culto Divino), che - secondo il card. Levada - costituirà la base solida della "variante" del rito latino che caratterizzerà gli anglicani di ritorno.

Qui sotto vi ho messo un video dimostrativo della Messa secondo questo piccolissimo, ma peculiarissimo, rito romano-anglicano. Il libro liturgico può essere scaricato qui.
Come vedrete la celebrazione è fortemente bipartita tra liturgia della Parola e liturgia Sacrificale, il cambio delle vesti del celebrante all'offertorio segnala ulteriormente lo spartiacque. La lingua è l'inglese liturgico, non la lingua banale della quotidianità, ma quella aulica, riservata per rivolgersi a Dio (a cui si dà del Tu, mentre a tutti gli altri, in inglese, si dà del voi). Il canto è tipicamente anglicano, corale, ma come sentite non mancano le antifone proprie, cantate in inglese dal Coro su toni gregoriani. Tutto l'ordinario è cantato in inglese e anche dal popolo. I ministri (sacerdote, diacono e suddiacono) si rivolgono "versus Dominum", all'interno del "sanctuary" il presbiterio, delimitato dal "rod screen", quella specie di iconostasi aperta che è più di una balaustra (anche questo tipico delle chiese anglicane). Il Vangelo viene proclamato, secondo l'uso della Chiesa d'Inghilterra, al centro dell'assemblea. I chierichetti e il popolo si inginocchiano molto spesso, anche durante le particolari preghiere di richiesta di perdono che precedono la liturgia eucaristica propriamente detta. Notevole il ricevere la comunione in ginocchio alla balaustra, ma sotto le due specie, questa modalità è tipica anche dei luterani oltre che degli anglicani, e in realtà è il modo comune di ricevere la comunione della chiesa alto medievale. Molti altri aspetti sono retaggio del rito romano più antico, che non sono stati abbandonati dalla High Church anglicana o almeno li ha riscoperti grazie al movimento di Oxford (il canto dei ministri, l'incenso, le campane, le luci, le genuflessioni e il clima di composta e insieme solenne devozione...). Speriamo che questo rito "di nicchia" possa essere conosciuto, e ora diffondersi ad altri gruppi anglicani che arrivano alla comunione con il Papa. E perchè no, chissà che possa contagiare e fare del bene anche alla celebrazione di tante parrocchie di normale rito romano moderno, esercitando una sana "attrazione gravitazionale".


1 commento:

wxre ha detto...

Interessantissimo!

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