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martedì 3 novembre 2009

Crocifisso in classe: sentenza laicista vuole condannare Cristo a sparire

Ancora una volta i giudici di questo mondo hanno seguito la via di Ponzio Pilato, nonostante i tanti consigli di saggezza e moderazione che sicuramente gli saranno giunti: "Pilato disse loro: «Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua». Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò: «Chi dei due volete che vi rilasci?». Quelli risposero: «Barabba!»" (Mt 27,17-21)
Secondo Strasburgo bisogna sempre e comunque avere il diritto di scelta, anche da bambini: leggete l'assurda motivazione:

CROCIFISSO A SCUOLA:NO CORTE STRASBURGO,VIOLA DIRITTO SCELTA

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha bocciato la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche. Con una sentenza sul caso sollevato da Soile Lautsi, un'italiana che vive ad Abano Terme, la Corte di Strasburgo ha stabilito che la "l'esposizione obbligatoria di simboli religiosi, in particolare nelle aule scolastiche" viola "il diritto dei genitori di educare i propri figli in conformità con le proprie convinzioni e quello dei bambini a credervi o non credervi". (AGI) (03 novembre 2009 ore 11.56)

Il Crocifisso impedirebbe di scegliere se credere o non credere in che cosa?  In un'altra fede che è meglio del Cristianesimo o nel Nulla? Assurdità delle assurdità. E allora, visto che i bambini devono scegliere, perchè invece delle ore di inglese e francese, non si fanno ore di arabo e bengalese, tutte le lingue devono essere alla pari e non discriminate.
E perchè imporre lo studio dell'italiano e dell'arte occidentale, quando sarebbe forse più equo insegnare il cinese e l'arte aborigena dell'australia.
E come mai si insegna la teoria del Big Bang, che è appunto una teoria, non una certezza, trascurando invece altre teorie della nascita dell'universo (la teoria del plasma per es.)? Non si impedisce così di formarsi convinzioni alternative?
Vedete dove porta l'assurdità di negare i simboli religiosi e insieme culturali? All'appiattimento del nulla. Come si fa a scegliere tra il nulla e il nulla? Lasciamo che la cultura si sviluppi nelle aule scolastiche e non nelle aule di un tribunale. E chi vuole fare battaglie ideologiche sulla pelle dei bambini, per privarli della conoscenza religiosa minima, cioè quella dei simboli religiosi, dovrebbe davvero ripensare al suo concetto di umanità e di uguaglianza di fronte alle decisioni. Non è eliminando le opzioni che si darà più libertà. Far sparire il simbolo del cristianesimo dagli occhi è la stessa richiesta dei crocifissori di Cristo: via, via, eliminalo Pilato! Ridacci Barabba, la libertà di fare ciò che si vuole. Non vogliamo nessun Re, figuriamoci un Dio! Quel crocifisso ci priva della libertà di non farci domande e non farcele fare dai piccoli.
Che tristezza, quando un simbolo imperituro di malagiustizia fa paura e un condannato a morte scolpito nel legno viene combattuto più di tanti carnefici di oggi in carne ed ossa.
Peccato, infine, che la nostra società tanto democratica, in cui la maggioranza dei cittadini ha sempre il diritto di vedere espressa e riconosciuta la sua convinzione in tutto (divorzio, aborto, eutanasia....), non veda riconosciuto questo stesso diritto umano per quanto riguarda le proprie convinzioni religiose maggioritarie. Non si capisce proprio perchè: dovremmo farcelo spiegare dai signori della Massoneria che siedono nelle poltrone di Strasburgo.

AdnKronos aggiunge un po' di storia: Dopo aver informato la scuola della sua posizione, la Lautsi, nel luglio del 2002, si è rivolta al Tar del Veneto, che nel gennaio del 2004 ha consentito che il ricorso presentato dalla donna venisse inviato alla Corte Costituzionale, i cui giudici hanno stabilito di non avere la giurisdizione sul caso. Il fascicolo è quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che il 17 marzo del 2005 non ha accolto il ricorso della Lautsi, sostenendo che il crocifisso è il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell'identità del Paese, ed è il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel febbraio del 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione.
Di qui la decisione della donna di ricorrere alla Corte europea di Strasburgo. I sette giudici autori della sentenza (presa all'unanimità) sono: Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajo' (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia)...

Ma la Turchia, che non rispetta i minimi diritti religiosi come fa ad essere ammessa con un suo rappresentante a decidere in casa d'altri? Sempre a proposito del giudice turco chiamato a decidere sui simboli religiosi di un altro paese, mi viene da chiedermi: chissà quando sarà il turno di revisionare i diritti umani e religiosi della Turchia come si comporterà questa Corte Europea (dei Miracoli)?
Un'ultima provocazione: nel Regno Unito, come sapete, chi è cattolico non può essere capo di Stato, cioè Re o Regina, e nemmeno sposare il sovrano. A quando una sana condanna di questa anacronistica legge antireligiosa (e palesemente tale)? Ma le tradizioni che offendono il cattolicesimo sono sempre tollerate. E' proprio il cattolicesimo che deve sparire. Capito!

4 commenti:

Matteo Castagna ha detto...

Rammentate che la crisi nella Chiesa ha un ruolo determinante in queste degenerazioni. Avete voluto il concilio? Avete stabilito la libertà religiosa e di coscienza sebbene fossero state condannate da Papa S. Pio X, Leone XIII fino a Pio XII? Avete sostenuto la laicità dello stato? Questi sono i risultati. Invece di fare mea culpa per le gloriose Crociate e per la Santa Inquisizione, scusatevi e fate marcia indietro gettando nella pattumiera il Concilio e tornando alla Tradizione! Matteo Castagna - Verona

Anonimo ha detto...

Matteo ma con chi ce l'hai? Stai male? O non hai letto l'articolo e deliri nella tua eresia? Se la Signora finlandese ha conosciuto un cristiano pacifico come te, non mi meraviglia che voglia far sparire i crocifissi. Fai proprio un bel servizio a Nostro Signore

Antonella

Anonimo ha detto...

Eh! mia cara Antonella, forse Castagna per necessità di sintesi ha usato un linguaggio troppo poco pilticamente corretto. Credo che il punto invece sia proprio quello. Per esperienza ho dinanzi ai miei occhi "cattolici praticanti" compresi non pochi sacerdoti che quantomeno di fronte alla sentenza si stringerebbero nelle spalle e nella migliore delle ipotesi ti direbbero che effettivamente per rispettare la libertà altrui conviene anche abdicare alla propria (magari presentado come esempio di tolleranza prorpio l'uomo della croce). E' indubbio che che questa confusione sia stata generata da una visione distorta del concilio vaticano II, che lungi dal considerarlo in continuità con la Tradizione (come da sempre auspicava il cardinal Ratzinger e come autorevolmente continua ad auspicare attualmente come papa)lo considera come rottura con il passato, quasi l'inizio dell'autentica esperienza della Chiesa di Gesù Cristo. Quindi cara antonella non so se sia auspicabile che la signora che ha fatto ricorso incontri la persona come il castagna (solo per il fatto che non lo conosco). Ma certo è che una persona per conoscere un'esperienza di fede debba incontrarla nella sua autenticità senza che sia falsata nei suoi connotati essenziali: a me risulta da sempre che quel simbolo significa amore, fino al sacrificio di sè; anche per chi talvolta lo ha usato per altri fini.

storico ha detto...

il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli
Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce

Negli scontri ideologici tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente

L'Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.

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