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sabato 9 gennaio 2010

Battesimo del Signore: festa di Cristo riconosciuto Uomo-Dio

La festa del Battesimo del Signore si chiama anche Teofania: manifestazione di Dio. In realtà non è teologicamente distinta dalla festa dell'Epifania, se non per una accentuazione diversa. Tre manifestazioni di Cristo uomo e Dio sono conosciute dalla liturgia cristiana: la manifestazione ai Magi, il Battesimo al Giordano, il primo miracolo a Cana di Galilea. Nel rito romano queste tre manifestazioni si "srotolano" e si associano tre giornate: il 6 gennaio e le due domeniche dopo l'Epifania (lo si vede bene però solo nel lezionario di quest'Anno "C"). Anticamente, e così è ancora nei riti orientali, le teofanie di Cristo erano assommate nell'unica festività del 6 gennaio. In verità molte antifone e inni latini dell'Epifania continuano a ricordare insieme la triplice manifestazione a Betlemme, al Giordano e a Cana. Il tempo dell'Epifania è dunque periodo di riflessione e celebrazione sulle molteplici manifestazioni del Dio-Uomo Gesù Cristo.

La celebrazione del Battesimo del Signore è occasione per riconfermare la fede nei due principali articoli del Credo cattolico: la Santa Trinità e la duplice natura umana e divina di Cristo Signore.
Al Battesimo di Gesù si manifesta la Trinità: il Padre fa udire la sua voce mentre proclama "Figlio prediletto" Gesù che esce dalle acque del Battesimo e su di lui viene a riposare il consustanziale Spirito in forma di colomba.
Bisogna insistere anche oggi, nella predicazione e nella catechesi, che al Battesimo viene manifestata la realtà umano-divina di Cristo, per non cadere nell'Adozionismo. Questo Adozionismo è un'eresia precedente l'arianesimo - ma concordante con esso - che faceva di Gesù un essere umano su cui, all'atto del Battesimo sarebbe sceso lo Spirito divino, rendendolo Cristo, Figlio adottivo di Dio. Paolo di Samosata e altri esponenti di questa antica eresia prenicena concepiscono Gesù quasi come il "contenitore" umano del Logos. Il Verbo di Dio, non distinto per gli adozionisti rispetto al Padre se non come un suo "modo di essere", non si sarebbe "fatto carne", ma avrebbe semplicemente adottato una persona umana. L'arianesimo per un verso, il nestorianesimo per un altro, continueranno a sviluppare questo adozionismo modalista e subordinazionista che   nega a Cristo la stessa natura divina del Padre fin dal momento dell'incarnazione, facendolo una realtà divina di "serie B".
Per i cattolici, invece, al Battesimo di Cristo si manifesta a Israele ciò che già si era compiuto nell'incarnazione e che i Magi, non per niente, avevano già riconosciuto con la loro adorazione del bambino Gesù: quest'uomo è veramente Dio, il Figlio di Dio, coeterno con lui nella gloria. E' il Logos, il verbo eterno del Padre, che è stato "proferito" nel tempo ed ha preso veramente una "forma umana" non in apparenza, ma nell'unione ipostatica, sostanziale, della divinità ad un corpo e ad un'anima umani.
Non c'è nessun Cristo separato da Gesù, nè alcuna "realtà cristica" indipendente che scende sull'uomo Gesù per renderlo Figlio di Dio. Molte dottrine New Age riprendono questa separazione concettuale e reale tra Cristo e Gesù, permettendo di relativizzare la persona del Verbo incarnato, unico e universale salvatore del genere umano. Se infatti il Cristo è "sceso" su Gesù ad un certo punto della vita per conferirgli una particolare rivelazione da comunicare agli uomini, chi vieta di pensare che lo stesso Spirito divino non abbia potuto fare lo stesso prima e dopo Gesù, per es. con Buddha o Maometto?

Il mosaico qui sopra, del Battistero ariano di Ravenna (fine V secolo), mostra la dottrina adozionista: all'uomo Gesù, nel momento del Battesimo, la colomba inviata dal Padre comunica lo Spirito Cristico (notare il flusso che esce dal becco della colomba), rendendolo "Figlio di Dio".
Il Battistero Neoniano di Ravenna (di un secolo precedente quello Ariano), costruito dai Cattolici, mostra la stessa scena, quasi identica, con Gesù tra il Battista e la personificazione del Giordano. A parte la tecnica superiore di questo mosaico, rispetto a quello ariano esso è speculare: Gesù proviene dall'Oriente (da Dio), mentre in quello Ariano guarda ed è diretto ad Oriente. Inoltre qui non si vede nessun effluvio uscire dalla colomba. Gesù è già Figlio di Dio, per nascita: al Battesimo viene rivelato come tale: Deum de Deo, lumen de lumine, Deum verum de Deo vero. Genitum non factum consubstantialem Patri... Qui propter nos homines, et propter nostram salutem descendit de coelis. Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine: et homo factus est. (Credo Niceno-costantinopolitano)

3 commenti:

lycopodium ha detto...

Come nel blog di padre Augè, anche qui ritorna quell'espressione "Figlio prediletto" purtroppo ormai sparita dalla nostra liturgia.
Veramente propizio il refuso!
Davvero deludente quella sostituzione di “prediletto” con “amato”, che scende dal peculiare al più banale generico.
Con questa scelta infelice nel nuovo Lezionario è stato dato -involontariamente o meno- l'addio non ad una sola parola, ma a tutto un insieme di immagini, ispirate da altissima teologia:
* all'Israele come sposa scelta;
* al Nuovo Israele, erede della pienezza della predilezione;
* a noi, che siamo stati eletti nella prescienza del Padre, per obbedire a Cristo ed essere aspersi dal suo sangue, prediletti nel Prediletto, benedetti nel Benedetto …
E non me ne voglia fra' A.R. se di fronte ad un esperto in traduzioni come Lui, mi permetto di andare ultra crepidam, dicendo la mia e ricopiando quanto vado scrivendo qua e la.

fr. A.R. ha detto...

Mi ero proposto di non parlare della nuova traduzione, se no mi mordo la lingua....lasciamo stare

Anonimo ha detto...

Non concordo sul giudizio negativo sulla nuova traduzione del passo (parlando di rimandi, "l'amato" non rimanda forse con splendida chiarezza al Cantico dei Cantici?).
Detto questo, l'analisi comparata dei due mosaici mi ha lasciato stupefatto; tutto avrei pensato ma non che da piccoli particolari dell'iconografia venisse svelata una disputa teologica fondamentale. Grazie e complimenti, come sempre.

Grlyc

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