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mercoledì 6 aprile 2011

Domanda sull'inno Vexilla Regis

Essendo tempo di Vexilla Regis, mi sono procurato online una versione dello spartito (qua vita mortem pertulit). Nelle incisioni noto però che il testo cantato presenta alcune varianti (quo carne carnis conditor...). Quale è la versione che effettivamente andrebbe cantata? E dove reperire eventualmente lo spartito della versione "quo carne carnis conditor"?
Vi sarei molto grato se poteste darmi un aiuto.

Guglielmo 



Innanzitutto complimenti a Guglielmo, che denota una sensibilità per i canti intessuti nella tradizione della nostra chiesa latina e, inoltre, mostra interesse per il contenuto del testo liturgico, benchè in latino, e non solo per la meravigliosa musica che lo adorna.
Come la grande maggioranza degli inni, anche Vexilla Regis non scampò alla riforma di Urbano VIII che volle raddrizzare le gambe a tutti i testi che a lui parevano non abbastanza "classici" o elevati. Il gusto seicentesco purista del Papa che si reputava un poeta latinista portò, effettivamente, a migliorie formali di certi inni, ma certo a scapito del contenuto teologico di scritti redatti spesso da grandi santi del passato. Per questo motivo il latino medievale degli inni venne sottoposto ad una profonda revisione, con massicci interventi testuali per rendere più scorrevole o solamente più aulico il testo degli inni.
Dunque il "qua vita morte pertulit" è una di quelle correzioni operate al tempo di Papa Urbano, mentre l'originale scritto da San Venanzio Fortunato nel VII sec. recita "quo carne carnis conditor".
Praticamente i correttori presero gli ultimi due versetti dell'8a stanza e li sostituirono ai secondi due versetti della prima stanza, cambiando poi l'originale "reddidit" con il più eufonico "pertulit". Ci sono poi anche altre differenze rispetto all'originale, la più vistosa delle quali è l'eliminazione delle strofe 2; 7 e 8 dall'edizione ubaniana (le strofe 2 e 7 sono anche oggi eliminate insieme alla 4, e l'8a è diventata l'attuale 5a). Le strofe finali sono quelle attestate a partire dal X secolo, pur con varianti.
Comunque già dai tempi di Pio X la tendenza è di tornare alla versione "antiqua" degli inni (che spesso appaiono in appendice ad alcune edizioni del breviario). Il "Liber Hymnarius" di Solesmes, frutto della riforma liturgica post-conciliare, riabilita tutti i testi in forma antica che erano stati cambiati nel Breviarium Romanum. 
Il canto del Vexilla Regis secondo la forma oggi restituitaci dai monaci gregorianisti francesi risale dunque al X secolo, e la trovi, caro Guglielmo, a questa pagina del Cantuale Antonianum. L'inno è eseguito dalla Schola Gregoriana femminile del Maestro Vianini.

La musica è a pag. 58 (qui lo spartito e il seguito) del liber Hymnarius, il quale, a pag. 60, riporta anche la musica (con qualche neuma in meno rispetto alla precedente) secondo l'edizione vaticana con il testo di papa Urbano (qui lo spartito), perchè questa versione è di gran lunga più popolare (la trovi anche nel vecchio "liber usualis") e non c'è nessun problema ad utilizzarla come  tale nella liturgia.

Per comodità mostro una sinossi con il testo originale, quello modificato dal Papa Urbano e quello restaurato con l'ultima riforma:

Originale antico
Revisione Urbano VIII
Testo attuale
Vexilla regis prodeunt, 
fulget crucis mysterium, 
quo carne carnis conditor 
suspensus est patibulo.

Confixa clavis viscera 
tendens manus, vestigia 
redemptionis gratia 
hic inmolata est hostia.

Quo vulneratus insuper 
mucrone diro lanceae, 
ut nos lavaret crimine, 
manavit unda et sanguine.

Inpleta sunt quae concinit 
David fideli carmine, 
dicendo nationibus: 
regnavit a ligno deus.

Arbor decora et fulgida, 
ornata regis purpura, 
electa, digno stipite 
tam sancta membra tangere!

Beata cuius brachiis 
pretium pependit sæculi! 
statera facta est corporis 
praedam tulitque Tartari.

Fundis aroma cortice, 
vincis sapore nectare, 
iucunda fructu fertili 
plaudis triumpho nobili.

Salve ara, salve victima 
de passionis gloria, 
qua vita mortem pertulit 
et morte vitam reddidit.

Vexilla Regis prodeunt:
fulget Crucis mysterium,
qua vita mortem pertulit,
et mortem vita protulit.






Quæ vulnerata lanceæ
mucrone diro, criminum
ut nos lavaret sordibus,
manavit unda et sanguine.

Impleta sunt quæ concinit
David fideli carmine,
dicendo nationibus:
regnavit a ligno Deus.

Arbor decora et fulgida,
ornata Regis purpura,
electa digno stipite
tam sancta membra tangere.

Beata, cuius brachiis
pretium pependit sæculi:
statera facta corporis,
tulitque prædam tartari.











Ave, o Crux spes unica,
hoc passionis tempore
piis adauge gratiam,
reisque dele crimina.

Te, fons salutis Trinitas,
collaudet omnis spiritus:
quibus Crucis victoriam
largiris, adde præmium.

Vexilla regis prodeunt, 
fulget crucis mysterium, 
quo carne carnis conditor 
suspensus est patibulo.






Quo vulneratus insuper 
mucrone diro lanceae, 
ut nos lavaret crimine, 
manavit unda et sanguine.






Arbor decora et fulgida, 
ornata regis purpura, 
electa, digno stipite 
tam sancta membra tangere!

Beata cuius brachiis 
pretium pependit sæculi! 
statera facta est corporis 
praedam tulitque Tartari.






Salve ara, salve victima 
de passionis gloria, 
qua vita mortem pertulit 
et morte vitam reddidit.

O Crux, ave, spes unica,
hoc passionis tempore
piis adauge gratiam,
reisque dele crimina.

Te, fons salutis Trinitas,
collaudet omnis spiritus:
quos per Crucis mysterium
salvas, fove per sæcula.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie infinite per tutti i chiarimenti e per i collegamenti a spartito e file video.
Saluti cordialissimi

Gugliemo

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