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mercoledì 29 giugno 2011

Tesori di sacrestia: la pianeta di San Pietro (con meditazione sul Primato)

Alla Pontificia Basilica del Santo, per la solennità odierna, si usa questa bella pianeta. Non è antica, novecentesca, precisamente del 1950, ma prodotta a partire da un interessante tessuto in seta ordito in fili d'oro, con riflessi molto belli (si intravvede qualcosa nella prima foto, in basso a destra). Inoltre è ricamata interamente a mano in maniera perfetta, con una mandorla raffigurante san Pietro nell'atto di ricevere le chiavi del suo ministero da Gesù. Le colombe con il ramo di ulivo di cui sono cosparsi i galloni ricamati fanno evidente riferimento alla medesima colomba presente sullo stemma del papa di allora, PioXII.



Anche la tiara ricamata sotto la mandorla sottolinea che la festa in onore dell'apostolo Pietro è intimamente collegata con la preghiera per il suo successore, il Papa di Roma, nel quale permane l'ufficio conferito a Pietro, come recita il Concilio Vaticano I, nel secondo capitolo della Costituzione Pastor Aeternus, che vi invito oggi a rileggere e meditare:
Capitolo II - Perpetuità del Primato del Beato Pietro nei Romani Pontefici 
Ciò che dunque il Principe dei pastori, e grande pastore di tutte le pecore, il Signore Gesù Cristo, ha istituito nel beato Apostolo Pietro per rendere continua la salvezza e perenne il bene della Chiesa, è necessario, per volere di chi l’ha istituita, che duri per sempre nella Chiesa la quale, fondata sulla pietra, si manterrà salda fino alla fine dei secoli. Nessuno può nutrire dubbi, anzi è cosa risaputa in tutte le epoche, che il santo e beatissimo Pietro, Principe e capo degli Apostoli, colonna della fede e fondamento della Chiesa cattolica, ricevette le chiavi del regno da Nostro Signore Gesù Cristo, Salvatore e Redentore del genere umano: Egli, fino al presente e sempre, vive, presiede e giudica nei suoi successori, i vescovi della santa Sede Romana, da lui fondata e consacrata con il suo sangue [Cf. EPHESINI CONCILII, Act. III]. Ne consegue che chiunque succede a Pietro in questa Cattedra, in forza dell’istituzione dello stesso Cristo, ottiene il Primato di Pietro su tutta la Chiesa. Non tramonta dunque ciò che la verità ha disposto, e il beato Pietro, perseverando nella forza che ha ricevuto, di pietra inoppugnabile, non ha mai distolto la sua mano dal timone della Chiesa [S. LEO M., Serm. III al. II, cap. 3]. È questo dunque il motivo per cui le altre Chiese, cioè tutti i fedeli di ogni parte del mondo, dovevano far capo alla Chiesa di Roma, per la sua posizione di autorevole preminenza, affinché in tale Sede, dalla quale si riversano su tutti i diritti della divina comunione, si articolassero, come membra raccordate alla testa, in un unico corpo [S. IREN., Adv. haer., I, III, c. 3 et CONC. AQUILEI. a. 381 inter epp. S. Ambros., ep. XI] .
Se qualcuno dunque affermerà che non è per disposizione dello stesso Cristo Signore, cioè per diritto divino, che il beato Pietro abbia per sempre successori nel Primato sulla Chiesa universale, o che il Romano Pontefice non sia il successore del beato Pietro nello stesso Primato: sia anatema.

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