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domenica 6 luglio 2008

Vescovi anglicani in colloqui segreti con il Vaticano

Il quotidiano inglese "The Telegraph", ha rivelato - pur senza citare nomi per rispettare la delicatezza della situazione - che alcuni vescovi della chiesa d'Inghilterra, contrari all'introduzione delle donne-vescovo, sono stati ricevuti a Roma dalla congregazione per la Dottrina della Fede, per colloqui riservati, ma che ovviamente vertono sulla crisi in corso e che porterà ad una disgregazione più che probabile della chiesa anglicana delle isole britanniche.
Dall'articolo (che potete trovare qui) appare chiaro che nel Sinodo in corso ci sono due posizioni che si scontrano. Non come si potrebbe credere intorno al SE si possano e debbano consacrare donne-vescovo. A questa domanda già un sinodo di anni fa ha risposto positivamente. Il punto ora è come prendere provvedimenti per proteggere la coscienza dei tradizionalisti che non possono accettare questa innovazione che sta per arrivare. Chi vuole le donne vescovo non vogliono concedere degli speciali "porti di salvezza" ai tradizionalisti, cioè diocesi personali in cui siano al comando solo vescovi maschi. Comunque anche questa soluzione sarebbe solo una temporanea toppa su una falla. Una volta che donne vescovo iniziano a ordinare anche uomini, e a concelebrare con altri vescovi, come è possibile per un prete essere in comunione con una chiesa di cui però non riconosce l'ordinazione di una parte consistente di vescovi (le donne)? E' evidentemente una situazione ecclesiologica impossibile da sostenere anche per la più elastica delle chiese, come è appunto la chiesa anglicana.
Il Telegraph annuncia altre lettere arrivate all'arcivescovo di Canterbury con minacce di sacerdoti pronti a lasciare la chiesa. Sono già parecchie centinaia. E il terremoto che potrebbe scatenarsi da lunedì sarà da subito molto più intenso di quello sulle donne-prete del '94.
Roma, si sa, è pronta ad accogliere i profughi. Molto più pronta della stessa gerarchia cattolica inglese, che tradizionalmente non vede di buon occhio queste masse di anglicani entrare di colpo nelle sue fila. Probabilmente i colloqui dei vescovi con Roma vertevano sul fatto di far rientrare intere parrocchie o addirittura diocesi in comunione con la chiesa cattolica, mantenendo però le particolarità canoniche e liturgiche anglicane (cosa già sperimentata in passato, soprattutto in America, già da Papa Giovanni Paolo II).
Aspettiamo lunedì il voto definitivo sulla delicata questione. Intanto preghiamo.

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