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venerdì 13 marzo 2009

"Ecclesia semper reformanda" o no?

Papa Benedetto invita a provvedere a "riformare", cioè "rimettere in forma", quelle "devianze" già intuite dal suo beneamato Predecessore. L'inquinamento purtroppo è un fenomeno diffuso, non solo nell'ambiente naturale, anche in quello ecclesiale. Mi pare che l'appello del Papa sia comunque molto in linea con il dettato dello Spirito del Concilio (ohhhh!): è vero o no che la Chiesa è "sempre" in stato di riforma? :-)

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 13 mar - Il ''rinnovamento liturgico post-conciliare'' e' stato ''inquinato'' da alcune ''devianze'': lo ha detto questa mattina papa Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti alla Plenaria della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti in Vaticano. Nel discorso a loro rivolto, dedicato al tema della Plenaria, l'adorazione eucaristica, il pontefice afferma, citando Giovanni Paolo II, che delle ''devianze hanno talvolta inquinato il rinnovamento liturgico post-conciliare, rivelando 'una comprensione assai riduttiva del mistero eucaristico'''.

Papa Ratzinger ricorda che gia' nell'Esortazione apostolica Sacramentum caritatis, che raccoglie i lavori della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo, svoltasi nell'ottobre del 2005, evidenziava ''l'importanza della relazione intrinseca tra celebrazione dell'Eucaristia e adorazione'', per ''promuovere la fede nella presenza reale del Signore nella Santa Eucaristia e assicurare alla celebrazione della Santa Messa tutta la dimensione dell'adorazione''.

Per il pontefice, un ''approfondimento'' del senso dell'eucaristia ''sara' possibile soltanto attraverso una maggiore conoscenza del mistero in piena fedelta' alla sacra Tradizione ed incrementando la vita liturgica all'interno delle nostre comunita'''. ''A questo riguardo - ha aggiunto -, apprezzo in particolare che la Plenaria si sia soffermata anche sul discorso della formazione di tutto il Popolo di Dio nella fede, con una speciale attenzione ai seminaristi, per favorirne la crescita in uno spirito di autentica adorazione eucaristica''.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

la Chiesa ha sempre bisogno di una continua riforma, ma nel senso di purificazione da elementi estranei che vi si insinuano; nel senso di un rimettere in forma ciò che si sta deformando.
Ma negli ultimi 40 anni riformare ha sempre fatto rima con cambiare e trasformare.

Pietropaolo ha detto...

Anonimo la tua analisi è giusta. In questi ultimi quaranta anni sembra che internemente alla chiesa, ci sia una strana voglia non di riformare ma, di deformare quegli elementi che sono alla base della religione cattolica e tutte quelle espressioni e manifestazioni che sono proprie del suo bagaglio culturale di cui a mio avviso non si può e non si deve fare a meno, se si vuole veramente progredire.

lycopodium ha detto...

Sono d’accordo con fra’ A.R. e con gli Anonimi intervenuti.
Devo però sottolineare un punto, che è necessario affinché l’opera del Papa venga fraudolentemente spacciata (dagli opposti estremismi) come semplice (oltre che illusorio) “tornare indietro”.
Non c’è dubbio che ogni tradizione vivente si evolve anche tramite momenti di discontinuità.
Ma tali momenti sono comunque interni alla stessa tradizione.
Sono fenomeni del tutto fisiologici che hanno la funzione di rievidenziare elementi che con l’andare del tempo sono stati dati per scontati (e di conseguenza presupposti o rimossi) o sono rimasti in fase di latenza, senza sviluppo.
Questa opera di discontinuità “relativa” è a favore della Tradizione stessa e, ovviamente, non equivale alla censura o alla distruzione degli elementi c.d. “immutabili”.

lycopodium ha detto...

A ulteriore approfondimento, suggerisco la lettura di questi 2 post (+ commenti) di un blog interessantissimo:
http://delvisibile.wordpress.com/2007/04/19/orientamenti2/#comments
http://delvisibile.wordpress.com/2006/12/21/orientamenti/

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