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domenica 15 marzo 2009

Preghiera colletta della III domenica di Quaresima

Deus, ómnium misericordiárum et totíus bonitátis auctor, qui peccatórum remédia in ieiúniis, oratiónibus et eleemósynis demonstrásti, hanc humilitátis nostrae confessiónem propítius intuére, ut, qui inclinámur consciéntia nostra, tua semper misericórdia sublevémur. Per Dóminum.

Traduzione CEI:
Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna; guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia. Per il nostro Signore....

Tr. più letterale:
O Dio, autore di ogni misericordia e di tutto il bene, che hai mostrato come rimedio dei peccati il digiuno, la preghiera e l'elemosina, guarda propizio a questa confessione della nostra miseria: fa che noi che siamo schiacchiati dalla coscienza [dei nostri peccati], possiamo essere sempre rialzati dalla tua misericordia.

Una preghiera nuova, un po' carica a detta di qualche commentatore, ma a me pare pregnante. Ricorda le armi della Quaresima (digiuno, preghiera e elemosina) come rimedio del peccato e vede la confessione (forse meglio usare questa parola che la perifrasi: riconoscere la nostra miseria) come supplica per esser liberati dall'oppressione della coscienza e fruire del "sollievo" (=che ti solleva) della misericordia divina. La traduzione della CEI, per quanto non riprenda volentieri un linguaggio tradizionale, è molto fedele. Se usasse termini come: elemosina, confessione e coscienza, presenti sia in latino che in italiano, sarebbe ancora meglio.

Nel Messale del 1962 troviamo questa "preghierina" che non si fa rimpiangere se non per la brevità:

Quæsumus, omnípotens Deus, vota humílium réspice: atque ad defensiónem nostram, déxteram tuæ maiestátis exténde. Per Dóminum nostrum

tr. Letterale
Dio onnipotente, guarda alle preghiere (ai desideri) degli umili e a nostra difesa stendi la destra della tua potenza.

Traduzione moderna in stile ICEL:
Signore, noi siamo molto piccoli, perciò, per favore, difendici.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

mi perdoni se dissento dalla Sua opinione riguardo alla colletta del messale antico definita "preghierina" ma che propio a motivo della sua concisione rivela l'arcaicità delle origini, quando si riusciva a condensare in poche parole grandi concetti; e il riconoscimento della nostra misera pochezza e dell'assoluta necessità della difesa divina, mi sembrano concetti di grande ampiezza teologica. Quando l'epoca d'oro della liturgia finì, iniziarono anche a comparire le prolissità verbali, tuttora facilmente rintracciabili nel messale antico propio in quelle orazioni più "lunghe".

lycopodium ha detto...

Il commento dell'Anonimo (confermato dall'arcaismo biblico di quel "déxteram tuæ maiestátis") mi ricorda le preghiere dei fedeli del Messale del 1965; sobrie e corrette, prive del moralismo verboso da burocrazia ecclesiastica poi sopravvenuto ...
Mi devo complimentare, poi, con fra' A.R. per quel "la traduzione della CEI, per quanto non riprenda volentieri un linguaggio tradizionale" è un prodigio di diplomazia vaticana, da meritare una promozione sul campo!

Fr. Benedict ha detto...

Grazie per queste traduzioni stile "Fr Z". Nel mondo anglofono aspettiamo (beh almeno io!) col fiato sospeso le nuove traduzioni, e continuo pregare per la commissione Vox Clara per che' ci diano un messale pieno di linguaggio sacro e degno per la celebrazione della S. Messa.

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