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martedì 22 dicembre 2009

Ancora sulla comunione sulla lingua: si ribadisce la norma generale.

Don Mauro Gagliardi, Consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, in un'intervista pubblicata ieri da ZENIT ribadiva - per chi ancora duro d'orecchi non volesse sentir ragioni - quanto segue:

Per quanto riguarda il ricevere la Comunione sulla mano, va ricordato che questo è oggi possibile in molti luoghi (possibile, non obbligatorio), ma che ciò è e resta una concessione, una deroga alla norma ordinaria che afferma che la Comunione si riceve solo sulla lingua. Questa concessione è stata fatta alle singole Conferenze Episcopali che l’hanno chiesta e non è la Santa Sede a suggerirla o a promuoverla. E, comunque, nessun vescovo membro della Conferenza Episcopale che ha chiesto e ottenuto l’indulto è obbligato ad applicarlo nella sua diocesi: ogni vescovo può sempre decidere che nella sua diocesi si applichi la norma universale, che vige nonostante tutti gli indulti concessi, norma che stabilisce che i fedeli devono ricevere la Santa Comunione sulla lingua. Se nessun vescovo del mondo è obbligato a fruire dell’indulto, come potrebbe esserlo il Papa? È anzi importante che proprio il Santo Padre mantenga la regola tradizionale, confermata ancora una volta da Paolo VI, che vieta ai fedeli di ricevere la comunione sulla mano (per maggiori dettagli, cf. M. Gagliardi, La liturgia fonte di vita, Fede & Cultura, Verona 2009, pp. 170-181).

Clicca qui per l'intera intervista

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