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venerdì 21 gennaio 2011

Preghiere fedelmente tradotte: la Messa per l'Unità dei Cristiani

Vescovi di diverse Chiese cattoliche concelebrano insieme al recente Sinodo
Nel Messale Romano di Paolo VI ci sono tre formulari per la Messa per l'Unità dei Cristiani. Essendo nella settimana appositamente dedicata ad una speciale preghiera "ut omnes unum sint", andiamo brevemente ad esaminare un paio di orazioni, secondo la traduzione CEI e l'originale latino (dalla III ed. Typica del Missale Romanum), prese dal primo formulario per l'"Unità dei Cristiani".

La Colletta della Messa A. dice:

Omnípotens sempitérne Deus, qui dispérsa cóngregas et congregáta consérvas, ad gregem Fílii tui placátus inténde, ut, quos unum sacrávit baptísma, eos et fídei iungat intégritas, et vínculum sóciet caritátis. Per Dóminum.

e viene ufficialmente tradotta così nel Messale CEI:

Dio creatore e Padre, che riunisci i dispersi e li custodisci nell’unità,
guarda con bontà il gregge del tuo Figlio, perché quanti sono consacrati da un solo Battesimo
formino una sola famiglia nel vincolo dell’amore e della vera fede. Per il nostro Signore....

più letteralmente:

Dio onnipotente ed eterno, che riunisci quanti sono dispersi e quanti hai riunito li custodisci, guarda benigno al gregge del tuo Figlio, perchè coloro che un solo battesimo ha consacrato, li congiunga l'integrità della fede e li renda uniti il vincolo della carità.

La traduzione letterale è bruttina, ma cerca di rispettare l'andamento del testo latino. Alcune considerazioni
a) La CEI, come sempre, cambia l'appellativo divino delle collette, e invece del "Dio onnipotente ed eterno", questa volta abbiamo lo stravagante "creatore e Padre": creatore nostro e Padre di Gesù (generato non creato....)?
b) dispérsa cóngregas et congregáta consérvas: questa frase è un bel parallelismo chiastico: congregans e congregata ribadiscono il concetto dell'unità che Dio effettua e preserva.
c) placatus intende è di difficile traduzione, ma non significa semplicemente "guarda con bontà". E' piuttosto "volgi la tua attenzione" placatus, reso benigno, rappacificato (certamente sottinteso: "dal sacrificio redentore del Figlio")
d) La richiesta non menziona la metafora familiare come invece interpreta la CEI: se tutti i cristiani sono figli del Padre e fratelli di Cristo e fra loro, sono già una sola famiglia. Il problema è che nelle famiglie si litiga e si è divisi! Quindi, giustamente, la preghiera in latino domanda a Dio che la fede "congiunga" e che la carità "renda amici (soci)", quanti sono già consacrati misticamente dall'unico sacramento del Battesimo. L'integritas fidei è un po' diverso dalla "vera fede". Quello che difetta a quanti credono in Cristo, ma non sono uniti alla Sede di Pietro, non è la vera fede nella Trinità o in Cristo Uomo e Dio, ma "l'integralità" di questa fede, la sua completezza, compresi cioè, per es., i dogmi del primato e dell'infallibilità del Papa...

La Colletta alternativa della Messa A. dice:

Súpplices te rogámus, amátor hóminum, Dómine: pleniórem Spíritus tui grátiam super nos effúnde benígnus, et præsta, ut, digne qua nos vocásti vocatióne ambulántes, testimónium veritátis exhibeámus homínibus, et ómnium credéntium unitátem in vínculo pacis fidéntes inquirámus. Per Dóminum.

traduzione ufficiale CEI:

Manda su di noi, o Padre, una rinnovata effusione dello Spirito, perché camminiamo in maniera degna della vocazione cristiana offrendo al mondo la testimonianza della verità evangelica, e operiamo fiduciosi per unire tutti i credenti nel vincolo della pace. Per il nostro Signore

Più alla lettera
Supplici ti chiediamo, o Signore, amante dell'umanità: effondi su di noi una più abbondante grazia del tuo Spirito, e concedi che, camminando in maniera degna della vocazione con cui ci hai chiamato, offriamo agli uomini la testimoniaza della verità, e ricerchiamo fiduciosi l'unità di tutti i credenti nel vincolo della pace. Per il nostro Signore...

a) Questa volta la solita riduzione a "Padre" dell'appellativo divino è particolarmente triste. "Amator hominum" è una bella locuzione di origine liturgica bizantina: "Dio amante degli uomini", particolarmente cara all'Oriente: in greco infatti è "philanthropos" e si ritrova più volte nell'Anafora di San Basilio e nella Liturgia di San Giovanni Crisostomo. E' un chiaro riferimento ecumenico sparito dalla preghiera per l'unità dei Cristiani! Nella preghiera Eucaristica V, retroversa dall'italiano al latino per inserirla nell'editio typica, troviamo questa stessa espressione nel post-Sanctus.
b) "Supplices te rogamus" significa: "Ti supplichiamo", la stessa formula di richiesta che si trova nel Canone Romano.
c) La verità tout court viene qualificata come "verità evangelica". Unità, che è in parallelismo a verità, essendo stato tradotto con un verbo mette invece in parallelo - come fosse il fine - il "camminiamo... nella vocazione" e "operiamo ...per unire", invece di mostrare come il mezzo sia il "camminare nella vocazione" e il fine richiesto la testimonianza di verità e la ricerca dell'unità. La mancata traduzione di "praesta", poi, rende più debole la chiara operatività divina che viene concessa in dono all'uomo e fa risaltare piuttosto l'opera umana a cui Dio deve dare aiuto.

1 commento:

lycopodium ha detto...

Sul punto c) della prima parte.
I Have a Dream: fra' A.R. - "Il verbo PLACARE nella liturgia romana" in RL 2011 pp.150-185
Speriamo.

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