Cerca nel blog (argomenti, singole parole o frasi):

Condividi

mercoledì 25 dicembre 2013

Guardate, fratelli, l'umiltà di Dio!

Come il padre San Francesco, così anche il suo fedele seguace sant'Antonio di Padova aveva una devozione sconfinata per l'incarnazione del Signore e per la conteplazione di Gesù "povero e umile", figlio della "Vergine poverella". Così il Santo Dottore evangelico ci esorta a guardare al presepio, ascoltando l'annuncio degli angeli ai pastori:
«C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte e custodivano il loro gregge...E l'angelo disse ai pastori: Ecco, io vi annunzio una grande gioia, perché oggi vi è nato il Salvatore...» (Lc 2,8.10.11).
E per trovare questa gioia ci è dato un segno, quando l'angelo soggiunge: «Questo sarà per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia» (Lc 2,12). Qui dobbiamo osservare due cose: l'umiltà e la povertà. Beato colui che avrà ricevuto questo segno sulla fronte e sulle mani, cioè con la professione di fede e nelle opere. Che cosa significa dire: «Troverete un bambino», se non che troverete la sapienza che balbetta, la potenza resa debole, la maestà abbassata, l'immenso fatto bambino, il ricco fattosi poverello, il re degli angeli che giace in una stalla, il cibo degli angeli divenuto quasi fieno per gli animali, colui che da nulla può essere contenuto, adagiato in una stretta mangiatoia?
Per il Verbo incarnato, per il parto verginale, per il Salvatore nato sia gloria a Dio Padre nei cieli altissimi, e sia pace in terra agli uomini che egli ama (cf. Lc 2,14). Si degni di concederci questa pace colui che è benedetto nei secoli. Amen.
Sant’Antonio, Sermone sul Natale del Signore §10
Presepio 2013 della Basilica di S.Antonio, sullo sfondo si vede il Santuario padovano

martedì 24 dicembre 2013

Messa della Notte di Papa Francesco: il libretto per seguirla

Alle 21:30 stasera, il Santo Padre Francesco celebrerà la Messa nella Notte Santa nella Basilica di San Pietro in Vaticano. E' stato diffuso, come al solito, il libretto della celebrazione per poter seguire anche da casa - per chi lo volesse - il sacro rito. 
Il libretto, splendido, ci mostra una liturgia pienamente "mariniana", anche nell'impaginazione. E' tornata la pagina con le traduzioni sia in italiano che in inglese, perché la messa è in latino (con letture e preghiere dei fedeli plurilingue). L'ordinario della Messa sarà cantato in gregoriano: Missa cum Iubilo. E tanto gregoriano anche per le antifone d'ingresso e di comunione. Il Canto della Kalenda, o annunzio del Natale, precederà l'inizio della Messa, infatti non è parte della celebrazione eucaristica come spiegava qualche anno fa mons. Guido Marini.
Ecco quindi sotto il libretto (aprilo qui in un'altra schermata), e il video, che trasmetterà in diretta - a tempo debito -  la Messa del Papa (e la mostrerà in replica dopo la messa in onda). Il bello del canale YouTube, rispetto alla TV è che potete seguire la Messa Papale senza commenti, in modo da non perdere i canti o le letture originali, proprio come se si fosse in Basilica.





venerdì 20 dicembre 2013

Elevazione musicale natalizia a Padova: Transeamus usque Bethlehem

In occasione dell'appressarsi del Santo Natale fioriscono i momenti musicali e i concerti dedicati alla più melodiosa delle ricorrenze cristiane. A Padova il Maestro Alessio Randon ci invita in Cattedrale per una serata che non è solo musica, ma anche meditazione spirituale e passeggiata culturale, tra le tante perle canore che la tradizione cattolica ci offre. L'appuntamento di quest'anno, dal titolo preso dal Vangelo di Luca: "Transeamus usque Bethlehem", è domani, sabato 21 dicembre, alle ore 21, presso la Basilica Cattedrale di Padova, per ascoltare la Schola  Cantorum "De Sancta Maria", cappella musicale del Duomo padovano, insieme ad un gruppo affiatato di elementi che fanno parte di diverse corali della diocesi.

E ora il programma:
Herbert Paulmichl (1935): Transeamus usque Bethlehem, 7 variazioni per organo
Joseph Schnabel (1767-1831): Transeamus usque Bethlehem, per basso, coro e organo
Johann von Herbeck (1831-1877): Redemptor nobis natus est, per mezzosoprano, coro e organo
Johann von Herbeck (1831-1877): Pueri concinite, per soprano, coro e organo
Franz Xaver Gruber (1787-1863), Angelo Meli (1901-1970): Astro del ciel, per coro a 4 voci
Anselm Schubiger (1815-1888): Resonet in laudibus, per coro a 4 voci
Gregoriano: Dum ortus fuerit sol de caelo, Antiphona ad Magnificat in Nativitate Domini
Lorenzo Perosi (1872-1956): Magnificat, per coro a 4 voci e organo
Tradizionale: Adeste fideles, elaborazione per coro a 6 voci e organo di Domenico Bartolucci (1917-2013)
Direttore: M° Alessio Randon
Voci soliste: Laura De Silva, Michela Miozzo, don Claudio Campesato
Organista: M° Alessandro Perin
Qui l'evento su Facebook e sotto la locandina dell'Elevazione musicale natalizia 2013, che potete - in queste ore - generosamente diffondere tra gli estimatori della musica sacra:

martedì 17 dicembre 2013

L'inno dei vespri per la II parte dell'Avvento: stessa musica, parole diverse

Oggi presentiamo l'Inno vespertino per il Tempo di Avvento dopo il giorno 16 dicembre, cioè per le cosiddette "ferie privilegiate" dell'Avvento che iniziano oggi e ci portano dritti dritti al Natale. La musica è la melodia gregoriana che accompagna anche l'altro inno d'Avvento, il più celebre "Conditor alme siderum".
Vi posto il canto che ho recuperato da liberhymnarius.org e lo spartito (in PDF e in formato immagine), il tutto unito in un video-musicale. Sotto: il testo completo dell'inno con una traduzione metrica cantabile sulla melodia gregoriana.



Ad Vesperas

Verbum salútis ómnium,
Patris ab ore pródiens,
Virgo beáta, súscipe
casto, María, víscere.

Te nunc illústrat cælitus
umbra fecúndi Spíritus,
gestes ut Christum Dóminum,
æquálem Patri Fílium.

Hæc est sacráti iánua
templi seráta iúgiter,
soli suprémo Príncipi
pandens beáta límina.

Olim promíssus vátibus,
natus ante lucíferum,
quem Gábriel annúntiat,
terris descéndit Dóminus.

Læténtur simul ángeli,
omnes exsúltent pópuli:
excélsus venit húmilis
salváre quod períerat.

Sit, Christe, rex piíssime,
tibi Patríque glória
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna sæcula
Amen.
Ai Vespri

 Accogli, santa Vergine,
 nelle tue pure viscere
 il Verbo, che l'Altissimo
 cantò davanti i secoli.

 Dall'alto il Santo Spirito
 dell'ombra sua t'illumina.
 Al Padre l'Unigenito
 in grembo uguale germini.

 Porta del santuario
 hai spalancato i cardini
 al mite, eterno Principe.
 La luce hai fatto irrompere.

 Lui, che i profeti attesero,
 che Gabriele annunzia,
 dell'alba avanti il vortice,
 scende alle nostre tenebre.

 Di gioia grande esultano
 angeli insieme e popoli.
 Un bimbo immenso ed umile
 viene a salvare i poveri.

 Cristo, a te re piissimo,
 col Padre eterna gloria,
 uniti nel Paraclito
 nei secoli dei secoli.
 Amen.

Fonte. Anche la liturgia papale ha fatto uso di questa traduzione metrica dell'inno, come si vede dal libretto per i vespri d'Avvento del 17/12/2009

lunedì 16 dicembre 2013

Spartito con il Canto delle Profezie per la Novena di Natale: Regem venturum Dominum, venite adoremus!

Dal 16 al 24 dicembre si contano i giorni della Novena di Natale, la più antica, la "madre" di tutte le novene (leggete qui). In questo tempo si cantano anche le 7 antifone "O" (vedi qui).
Più tardive sono altre composizioni, entrate nell'uso devozionale del popolo di Dio, come il Canto delle Profezie, un invitatorio che si premette alla recita serale della Novena natalizia.
Ed ecco qui lo spartito in notazione quadrata, con il ritornello classico in latino ma con le strofe in adattamento italiano, per cantare le Profezie all'inizio di ogni celebrazione della Novena. Ve lo posto come immagine e, sotto, come PDF. 
Altri post con spiegazioni, testo originale, traduzione e file musicali da ascoltare delle Profezie della Novena li trovate qui:

- Il canto del Regem venturum Dominum...
- Il canto delle Profezie

cliccare per ingrandire














     Per scaricare il PDF cliccare qui

sabato 14 dicembre 2013

La piccola ma rigogliosa Custodia d'Oriente dei Francescani conventuali

Benedetto XVI saluta il Custode dei
Conventuali al Sinodo su Medio Oriente
San Francesco desiderava che i suoi frati fossero missionari nelle "periferie" della fede di allora, cioè, secondo l'espressione del Santo nell'ultimo capitolo della sua Regola: "tra i Saraceni e gli altri infedeli". In ossequio a questa volontà del fondatore e prescrizione della Regola, i francescani hanno fin dall'inizio avuto una particolare predilezione per la missione all'Oriente. Ecco l'origine storica della Custodia d'Oriente e Terra Santa, che è una circoscrizione dell'Ordine francescano conventuale (nell'Ordine dei Frati Minori c'è poi la più famosa Custodia "sorella maggiore" di Terra Santa). Attualmente comprende alcuni conventi tra Turchia e Libano (vedi qui), e se il Signore la continua a benedire di nuove vocazioni (e aiuti dalle altre zone del mondo) potrà crescere, proprio in quei paesi che hanno visto l'inizio del cristianesimo e tante e tante persecuzioni, non ancora concluse.
Ringrazio fra Elias, giovane studente libanese della Custodia, per la video-presentazione che ha realizzato in italiano, dove mostra l'attività pastorale dei frati e l'attività caritativa, portate avanti in luoghi in cui la presenza francescana è percepita come amica di tutti, vero balsamo per il dialogo tra i cristiani e con chi non conosce ancora il Figlio di Dio.
Cliccare qui per vederlo su YouTube

mercoledì 11 dicembre 2013

Santa Lucia - antifona vespertina in suo onore


Nel Breviarium Romanum l'antifona al Magnificat dei primi vespri della festa di Santa Lucia, il cui testo in canto gregoriano potete scaricare da qui, recita come segue:

In tua patientia possedisti animam tuam,
Lucia sponsa Christi;
odisti quae in mundo sunt,
et coruscas cum angelis:
sanguine proprio inimicum vicisti.

Con la tua perseveranza nella sofferenza hai salvato la tua vita,
Lucia, sposa di Cristo;
hai odiato le realtà di questo mondo,
e ora risplendi insieme agli angeli:
con il tuo sangue hai vinto il nemico.

Il contesto biblico a cui si richiama quest'antifona è evidentemente il versetto del vangelo di Luca 21,19: "in patientia vestra possidebitis animas vestras" ("Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime", oppure: "Se saprete resistere sino alla fine salverete voi stessi")

Claudio Monteverdi musica quest'antifona e la pubblica nelle sue Sacrae Cantiunculae nel 1582; la registrazione che vi propongo, per festeggiare la Santa vergine e martire siracusana che annuncia la fine delle tenebre e il trionfo della luce, è curata da Szabó Miklós (vedi il disco). 
Ascoltiamo, dunque, la composizione di Monteverdi in questo video che ho preparato con commento di immagini di opere d'arte dedicate alla santa, statue-reliquiario siciliane per le processioni e foto della chiesa veneziana di san Geremia dove è conservato il corpo della vergine Lucia:

lunedì 9 dicembre 2013

Qualche immagine della Processione dell'Immacolata 2013 con i frati di Padova

Ogni 8 dicembre, da almeno 750 anni (probabilmente qualcuno di più....) i Francescani conventuali della Basilica di Sant'Antonio di Padova festeggiano la loro Patrona e Regina, la Vergine Immacolata, con una solenne processione vespertina che si svolge all'interno della Basilica.
Tra i canti della Cappella Musicale Antoniana e la partecipazione del Popolo di Dio e delle Associazioni e Confraternite legate alla Basilica, è un'occasione di vera devozione e pietà popolare in onore dell'Immacolata Concezione di Maria.
La statua "protagonista" dell'evento è l'Immacolata scolpita a metà del XIX sec. dall'artista neoclassico Rinaldo Rinaldi (1793 - 1873), discepolo del Canova, per la Basilica del Santo di Padova.
Ecco un videomontaggio con le foto scattate ieri dal solerte fra Andrea. Potete vedere tutti i suoi scatti a questo link.

domenica 8 dicembre 2013

750° anniversario della celebrazione della Festa dell'Immacolata Concezione tra i frati francescani

Regina Immaculata et Mater Ordinis Minorum
Nel 1263, quindi giusto 750 anni fa, con una storica decisione, il Capitolo Generale di Pisa dei Frati Minori (figli di san Francesco guidati allora dal Ministro Generale san Bonaventura) decretò che in tutto l'Ordine si tenesse da allora in poi l'annuale celebrazione della Concezione di Maria Santissima.
Questa festa era già osservata da più di un secolo in Francia, sebbene con alterne vicende. Nonostante non fosse recepita dalla Chiesa di Roma (solo nel 1325 papa Giovanni XXII celebrò per primo la Messa della Concezione di Maria) era comunque tollerata e ammessa. San Bonaventura pur non risolvendo da teologo la quaestio dell'Immacolata, da devoto, nondimeno, approvò l'adozione liturgica della festa mariana di oggi.
Nello stesso Capitolo pisano i religiosi francescani decisero di celebrare nei sabati del tempo per annum la memoria settimanale di "Santa Maria in Sabato", in onore della Vergine che, il Sabato Santo fu l'unica fiammella di fede ancora presente sulla terra, con incrollabile fiducia nel suo Figlio, ancorché nel sepolcro. Infine, per accrescere la pietà mariana, san Bonaventura fece approvare la recita delle tre Ave Marie al suono della campana in ricordo dell'Annunciazione. Poi, nel capitolo del 1269 divennero quello che è oggi denominata preghiera dell'Angelus.
Tra il 1319 e il 1322 appare nel Breviario fran­cescano la festa della Concezione con una ufficiatura propria.
I Frati minori conventuali nel capitolo di Roma del 1719 elessero l’Immacolata Concezione patrona e regina dell’Ordine, come già aveva fatto il ramo dell'Osservanza nel Capitolo Generale di Toledo del 1633.
Finalmente, l'8 dicembre 1708, papa Clemente XI emana la bolla Commissi nobis con cui estende la festa della Concezione a tutta la Chiesa: solo nel 1854, dopo secoli di pietà liturgica, Pio IX proclamerà il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima.

Le orazioni della Messa, nella forma ordinaria e straordinaria coincidono:
Coll.: Deus, qui per immaculátam Vírginis Conceptiónem dignum Fílio tuo habitáculum præparásti, quæsumus, ut, qui ex morte eiúsdem Fílii tui prævísa, eam ab omni labe præservásti, nos quoque mundos, eius intercessióne, ad te perveníre concéda
O Dio, che nell'Immacolata Concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, ti supplichiamo: tu che in previsione della morte dello stesso tuo Figlio l'hai preservata da ogni macchia di peccato, anche a noi , per sua intercessione, concedi di giungere purificati fino a te.
Sup.Obl./Secreta: Salutárem hóstiam, quam in sollemnitáte immaculátæ Conceptiónis beátæ Vírginis Maríæ tibi, Dómine, offérimus, súscipe dignánter, et præsta, ut, sicut illam tua grátia præveniénte ab omni labe profitémur immúnem, ita, eius intercessióne, a culpis ómnibus liberémur. 
Accetta, o Signore, questo sacrificio di salvezza che ti offriamo nella solennità dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria: e fa che, come per la tua grazia preveniente la crediamo immune da ogni colpa, così, per sua intercessione, siamo liberati da ogni peccato 
Post Comm.: Sacraménta quæ súmpsimus, Dómine Deus noster, illíus in nobis culpæ vúlnera réparent, a qua immaculátam beátæ Maríæ Conceptiónem singuláriter præservásti. 
I sacramenti ricevuti, o Signore Dio nostro, ripàrino in noi le ferite di quella colpa dalla quale hai preservato in modo unico la concezione immacolata della beata Maria.


La chiesa gotica di S.Francesco a Pisa dove si tenne il Capitolo del 1263

sabato 7 dicembre 2013

La questione dell'Immacolata Concezione nei Sermoni di Antonio di Padova, capostipite della scuola teologica francescana

Riflettendo sulla Mariologia di sant'Antonio vi offro questo estratto da un testo che sto scrivendo a proposito della questione della mancanza del peccato in Maria. Il Santo di Padova pur conoscendo senz'altro la festa della Concezione di Maria santissima, che già si osservava ai suoi tempi in Francia, era comunque teologicamente figlio del suo tempo, ma pare certamente propendere per un desiderio fortissimo di anticipare fin dall'inizio dell'esistenza della Vergine Maria l'immacolata prerogativa della sua condizione, donatale da Dio in vista della missione di Madre del Verbo incarnato.

Vergine pura per accogliere il Purissimo
Ogni discorso su Maria proposto da Sant’Antonio ha sempre, inevitabilmente un legame stretto con Gesù. Possiamo davvero dire che per Antonio la Vergine santa è tutta relativa a Gesù, alla sua missione di madre di lui. A proposito di ogni prerogativa o di ogni privilegio che si può ascrivere a Maria, Antonio insegna a chiedersi: “a che scopo è stato dato questo a Maria?”, non quindi a esaltare come fosse un merito ciò che è tutta grazia di Dio, data gratuitamente: senza merito, ma con motivo.
Scrive Antonio, allineandosi alla posizione di sant'Agostino, nel Sermone per la III Domenica di Quaresima §2:
Beato dunque il grembo della Vergine gloriosa, della quale sempre sant'Agostino, nel trattato Della natura e della grazia, dice ancora: «Parlando del peccato, non voglio neppure nominare la Vergine Maria, per il sommo rispetto che è dovuto al suo Figlio. Sappiamo bene infatti che, per vincere il peccato in ogni sua manifestazione, è stata conferita una grazia maggiore a colei che meritò di concepire e di generare colui che era senza peccato. E se potessimo riunire tutti i santi e tutte le sante, e domandassimo loro se hanno commesso dei peccati, tutti, ad eccezione della santa Vergine Maria, non potrebbero che rispondere con le parole di Giovanni: «Se dicessimo che non abbiamo peccato, inganneremmo noi stessi e non ci sarebbe in noi la verità» (1Gv 1,8). La Vergine gloriosa infatti fu prevenuta e colmata con una grazia singolare, per poter avere come frutto del suo grembo proprio colui che fin dall'inizio credette e adorò quale Signore dell'universo»[1].
Pur non parlando direttamente di immacolatezza di Maria fin dalla sua concezione – questo dogma verrà definito ben sei secoli più avanti – Antonio non nega mai esplicitamente questa possibilità, ma rimanendo comunque fedele alle acquisizioni dottrinali del suo tempo afferma che la Madonna fu “santificata ancora nel grembo di sua madre”[2] (sanctificata in utero), per poi ricevere una rinnovata effusione dello Spirito Santo nel giorno dell’Annunciazione. Quando lo Spirito Santo stende la sua ombra su Maria (cf Lc 1,35) – afferma Antonio – viene estinto completamente in colei che è piena di grazia anche il “fomite del peccato”, cioè non rimane nemmeno l’ultima conseguenza del peccato originale, la concupiscenza che invece inclina tutti noi a peccare[3]. Nessun peccato infatti poteva albergare in colei che doveva accogliere il Santo dei Santi[4], e infatti mai Maria peccò, questo è evidente per i dottori cattolici fin dai tempi di Agostino, ma la Vergine era considerata comunque almeno come “portatrice sana” della comune eredità dell’umana generazione, anche se in lei, per grazia, il peccato non aveva effetto e la concupiscenza era stata estinta. Antonio, al riguardo, afferma con cristallina chiarezza che la Vergine non è solo "candida per l'innocenza", ma anche: "a peccato immunis", immune dal peccato (cf. V Domenica dopo Pentecoste §14).
Nel Sermone per la Domenica di Quinquagesima §16, il Santo Dottore arriva ad esplicitare, nella linea appena affermata: "Il Padre rivestì il figlio suo Gesù di una veste bianca, vale a dire «la carne, monda da ogni macchia di peccato», presa dalla Vergine immacolata". L'immacolatezza di Gesù deve presupporre l'immacolatezza della Vergine Madre. Ma anche questa affermazione apparentemente per noi esplicita, in realtà chiarisce l'esito della purezza di Maria, ma non specifica l'origine (prima o dopo la sua concezione) di questa immacolatezza ricevuta in vista della missione.
Tuttavia nel sermone mariano dell’Assunzione al cielo possiamo intravedere qualcosa di più riguardo questo punto controverso sull’immunità di Maria dal peccato. Nel §3 del sermone, che tratta della “santità e gloria” della Vergine, sant'Antonio afferma che Maria è stata la donna più amata da Dio, ed essa ha trovato in Dio “grazia e misericordia” più di tutte le altre donne. Non dice solo "grazia", ma aggiunge “misericordia”. Quindi il nostro Santo si lascia andare ad alcune esclamazioni di meraviglia, dove viene magnificata l’ “ininvestigabile profondità di misericordia” di cui è stata fatta oggetto la Vergine santissima:
O inextimabilis Mariæ dignitas! O inenarrabilis gratiæ sublimitas! O ininvestigabilis misericordiæ profunditas! Quæ tanta gratia, quæ tanta misericordia angelo vel homini umquam facta fuit vel fieri potuit, quanta beatæ Virgini, quam Deus Pater sui proprii Filii, sibi æqualis, ante sæcula geniti, Matrem esse voluit?
 Oh incomparabile dignità di Maria, oh ineffabile sublimità di grazia, oh imperscrutabile abisso di misericordia! Quando mai ad angelo, o a uomo, fu o potè esser data tanta grazia e tanta misericordia, quanta ne fu data alla beata Vergine, che Dio Padre ha voluto fosse la Madre del suo Figlio, uguale a se stesso e generato prima di tutti i secoli?
Antonio afferma chiaramente che c’è un mistero imperscrutabile da contemplare, quello della misericordia data in tale abbondanza alla Vergine, in previsione della sua maternità divina, che mai fu data, ma neppure potè esser data né ad angelo né ad uomo. Questo mostra come per il nostro Dottore evangelico Maria sia un caso unico nella storia, non solo per la dotazione di grazia incomparabile rispetto a tutti gli altri esseri creati, ma anche per la misericordia di cui ha goduto (misericordia che sorpassa ogni umano intendere e che potrebbe aver finanche prevenuto la Vergine dall'essere sfiorata dal peccato). Antonio qui mostra un’apertura all’idea, che poi sarà sviluppata da Duns Scoto, della possibilità di una redenzione preventiva: la misericordia di Dio, così grande, ha potuto prevenire la Vergine perfino dal rimanere macchiata dal peccato originale, redimendola in anticipo non solo rispetto al tempo della morte in croce di Cristo, quando avviene la redenzione, non solo rispetto alla nascita di Maria (a cui credevano i contemporanei[5]), ma risalendo fin al primo istante dell’esistenza della Santa Vergine, già predestinata fin dall’origine del tempo ad essere madre del Verbo incarnato.
La dignità inestimabile e la grazia inenarrabile vanno insieme alla misericordia ininvestigabile, riversata da Dio sulla beata Madre del Salvatore. 



[1] «Beatus ergo venter gloriosae Virginis, de qua dicit beatus augustinus, in libro "De natura et gratia": Excepta sancta Virgine Maria, de qua propter honorem Domini nullam prorsus, cum de peccatis agitur, haberi volo quaestionem. Inde enim scimus quod ei plus gratiae sit collatum ad vincendum ex omni parte peccatum, quod concipere et parere meruit quem constat nullum habuisse peccatum. Hac igitur Virgine excepta, si omnes sancti et sanctae congregari possent et quaereretur ab eis an peccatum haberent, quid responderent, nisi quod Ioannes ait? "Si dixerimus quod peccatum non habemus, nos ipsos seducimus, et veritas in nobis non est" (1Io 1,8). Illa autem gloriosa Virgo singulari gratia praeventa est atque repleta, ut ipsum haberet ventris sui fructum, quem ex initio habuit universitatis Dominum».
[2]Sermone In Nativitate B.M.V §4: «Sed gloriosa Virgo nec in sua Nativitate habuit maculam, quia in utero matris fuit santificata…».
[3] Sermone Dom. V dopo Pasqua §8: «dallo Spirito Santo fu appunto “adombrata” (cf. Lc 1,35), apportandole così il refrigerio ed estinguendo totalmente in lei il fomite del peccato» (fomitem peccati omnino in ea extinxit). Si capisce da qui che Antonio segue la dottrina tradizionale, della santificazione post concezione e per gradi anche dopo la nascita della Vergine Maria.
[4] Bisogna comunque osservare che il modo comune di intendere il “peccato originale” ai tempi di Antonio (come ci attesta san Bernardo) era la concupiscenza che si esprime principalmente nell’atto generativo (concezione attiva). A partire da questa idea l’atto della concezione non poteva essere immacolato. Ma dopo il Concilio di Trento, che corregge tale interpretazione e sancisce il contenuto del peccato originale come “mancanza della santità originale”, allora si apre la strada alla definizione dogmatica che si avrà nel XIX secolo. Per questo si sostiene che Maria, frutto del concepimento, è ricolmata di grazia fin dal primo istante (concezione in senso passivo).
[5] La differenza consiste dunque nel quando e nel modo con cui si ritiene Maria resa immune dal peccato: o “liberata” dal peccato originale nel corso della gestazione, ossia prima della sua nascita; oppure – come ritiene la dottrina dell’Immacolata concezione – “preservata” immune, cioè senza contrarre affatto la colpa, perché fin dal primo istante del suo concepimento Maria fu in maniera unica, ripiena di grazia: quella grazia santificante, la cui privazione costituisce l'essenza del peccato originale in tutti gli altri discendenti di Eva.

venerdì 6 dicembre 2013

Quando i santi perdono la pazienza, iniziano a usare le mani per predicare il vangelo...


San Nicola è ricordato come un santo che ama i bambini, che pensava alle ragazze da maritare, che veglia sui marinai e porta regali ai poveri.... Tutto vero, ne abbiamo parlato negli anni scorsi (vedi qui), ma tutto questo zucchero alla Babbo Natale rischia di far dimenticare anche un altro lato del santo vescovo di Myra, che ci mostra come andasse a finire lo sfibrante dialogo teologico tra i focosi pastori del IV secolo.
Siamo nel 325, san Nicola è uno dei Padri del I Concilio Ecumenico della Chiesa, il Concilio di Nicea.
Ario è chiamato a difendere la sua posizione che propugna l'inferiorità di Cristo rispetto al Padre. San Nicola ad un certo punto del discorso non si tiene più, non ce la fa a continuare ad ascoltare le elucubrazioni senza senso di Ario. Così si alza, si avvicina all'eretico e lo stende a terra con un gancio! E' successo davvero e questo evento storico viene non poche volte immortalato negli affreschi di chiese bizantine (come si vede dalle immagini allegate in questo post).
Tanto che l'Imperatore Costantino, presente alla scena, e gli altri vescovi in aula, scandalizzati dall'azione violenta di Nicola contro Ario, immediatamente spogliano Nicola del suo ufficio episcopale e gli confiscano i due simboli del suo rango di vescovo cristiano, ovvero la sua copia personale del libro dei Vangeli e il pallio (chiamato 'omophorion' che  in oriente è il paramento tipico di tutti i vescovi).
Nicola così spogliato fu rinchiuso in cella a sbollire. Mentre era in prigione per la sua scazzottata con l'eretico, quella stessa notte, gli vennero a far visita Cristo e la Beata Vergine Maria. Nostro Signore chiese a san Nicola: "Perché sei qui?" e Nicola rispose: "Perché ti amo, mio Signore e mio Dio"! 
Cristo allora diede in regalo a Nicola la copia dei santi Vangeli che portava con sé e subito dopo, la Vergine santa rivestì Nicola con il pallio episcopale, segnalando così che era stato restituito alla sua dignità di vescovo.
Questa storia ci chiarisce come mai nelle icone san Nicola sia spesso affiancato dalle due piccole figure di Cristo e della Vergine intenti a passargli un libro e un pallio episcopale, simboli che sempre Nicola porta addosso nelle raffigurazioni a lui dedicate.
Quando poi l'Imperatore Costantino sentì del miracoloso intervento a favore di Nicola, ordinò che egli fosse subito liberato e ristabilito come vescovo del Concilio. Il Credo di Nicea che alla fine condannò Ario e le sue empie dottrine fu poi firmato anche da san Nicola. E fino ad oggi ricordiamo come uno dei suoi più grandi regali la fede nella divinità di Gesù Cristo, consustanziale con il Padre, che Nicola, Atanasio e tanti altri santi hanno difeso con tutte le forze.... e che forze!
Fonte qui

Altra immagine del Santo vescovo mentre percuote l'eretico Ario

mercoledì 4 dicembre 2013

Un chiostro prima e dopo la cura

È tornata la pace nel chiostro di Sant'Antonio. Dopo anni di impalcature e lavori per sistemare i tetti quattrocenteschi ora il silenzio è tornato ad abitare con noi religiosi. Ultimo atto dei restauri è stato il ripristino dell'interno del chiostro. La vecchia e preziosa siepe di bosso è ahimè stata fatta seccare da un parassita. Ma la semplicità del verde piano rallegrato dal candore del pozzo e dalle cupolette dei tassi è comunque uno splendore che rallegra il cuore. Soprattutto in queste assolate giornate invernali, così rare per Padova.
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online